Sicurezza
Sconti sulla tassa marmi tutti davanti al giudice
Prima udienza oggi davanti al Gup che dovrà decidere se rinviare a giudizio il sindaco Angelo Zubbani, assessori, funzionari e rappresentanti di categoria
CARRARA. La giunta guidata da Angelo Zubbani ha davvero favorito gli imprenditori del marmo con sconti sulla tassa dovuta? Roba da cinque milioni in meno all’anno, 25 milioni dunque negli anni (cinque appunto) dove la legge può ancora arrivare.
Un abuso per la Procura quello fatto dagli amministratori (e dai rappresentanti delle categorie imprenditoriali che hanno firmato quegli accordi). E stamani l’inchiesta arriva ad una svolta importante: il giudice dell’ udienza preliminari (gup) Antonia Aracri dovrà decidere se rinviare a giudizio o meno le 15 persone chiamate in causa dalla Procura.
Non è detto che la giornata di oggi sia sufficiente visto che l’inchiesta investe a vario titolo appunto 15 persone: il sindaco, cinque assessori (tutti tranne Fabio Traversi, l’assessore che si è dimesso nei giorni scorsi), funzionari comunali, rappresentanti di associazioni di categoria ovvero Cna, Confesercenti, Api e Legacoop. Non figura l’associazione industriali perchè non firmò gli accordi dove veniva stabilito la tariffa da pagare perchè ritenuta esosa.
Dopo la rogatoria sui conti in Svizzera di 59 imprenditori e la proroga di sei mesi per l'indagine relativa al "nero" alle cave, anche l'indagine legata alla tassa marmi è dunque ad una svolta. Secondo la Procura 'è stato commesso un abuso che ha permesso agli imprenditori del marmo di risparmiare indebitamente non meno di cinque milioni all’anno danneggiando le casse comunali e quindi la comunità stessa.
Per la precisione la Procura ha individuato, sia nel Comune che nelle associazioni di categoria che hanno sottoscritto gli accordi, "responsabilità penali in ordine al reato di abuso di ufficio (art. 323 del Codice penale)"amministrazione e associazioni di categoria avrebbero "alleggerito" negli ultimi cinque anni la tassa marmi, portando meno introiti nelle casse municipali.
Il capo di imputazione è abuso di ufficio per aver fatto pagare meno tasse (inferiori anche di un decimo) agli imprenditori che scavano il marmo sulla base di un accordo del 2009 e che la Procura ritiene in violazione della legge regionale del 1998 che prevede un contributo e un canone di concessione sulla base del valore di mercato dei beni estratti, blocchi e scaglie. Sottraendo, in sostanza, denaro da destinare a servizi per tutti i cittadini. E causando, dall'altra parte, un ingiusto vantaggio per gli imprenditori del settore.
L’indagine è molto complessa e stamani vivrà il momento importante: tutti (o qualcuno) a processo per approfondire le eventuali responsabilità o proscioglimento ?
Non tutti gli indagati hanno deciso di presentare memorie difensive scritte rispetto alle accuse portate avanti dal pubblico ministero e quindi le difese verranno fatte solamente stamani davanti al giudice.
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