Attenzione
Assemblea: si decide sul no alle urne
Gli abitanti di Fontia sul piede di guerra per il degrado del paese
CARRARA. Gli abitanti di Fontia, da tempo sulle barricate per lo stato di degrado del paese, domani sera si riuniranno in assemblea per la decisione definitiva: l’idea che gira da tempo è quella di raccogliere le schede elettorali e portarle in Comune. In pratica non andare a votare il 30 maggio, in segno di protesta contro le istituzioni e la politica.
Si può dire che il colpo di grazia a Fontia (circa 200 abitanti), sul fronte della sua esistenza, l’ha dato la tempesta del 5 marzo scorso, quando fra i vari danni, è crollato, abbattuto dal vento, anche il cartello che indica il paese. Il comitato “Vivere Fontia” è su tutte le furie: interventi chiesti da anni, invano. Il presidente Cristiano Orsini, presidente anche della locale Proloco, riassume i numerosi problemi della frazione collinare, «che non rientrò neppure nel progetto Urban 2»: «Prima delle elezioni faremo una riunione, l’intenzione è di non andare alle urne, per protestare contro la politica, a causa dei tanti problemi mai risolti. La strada provinciale è piena di frane, ce ne sono sei ufficiali più alcune zone a rischio. Dopo le varie alluvioni non sono mai state sistemate. Avevamo chiesto al Comune uno spostamento dei ripetitori di Santa Lucia, e uno è crollato per il vento».
Poi Orsini parla del problema della pulizia stradale, e chiama in causa Amia: «A Fontia non si è mai visto uno spazzino, spesso i bidoni sono ridotti a discariche; sarà anche colpa dei cittadini ma è anche vero che qui, per la raccolta dei rifiuti ingombranti, l’Amia non fa il servizio periodico cone fa invece per altri paesi». Nel mirino anche Apuafarma per il progetto dei debrifibrillatori: «Fontia non è stata considerata, eppure abbiamo una delle più antiche pubbliche assistenza di Carrara».
Frecciatina anche alla Curia («ma la politica dovrebbe dire qualcosa»): «Abbiamo una chiesa di fine 1300, che sta crollando. Da sette anni è chiusa con la canonica. Il vento l’ultima volta ha rotto anche le vetrate della facciata».
E il parcheggio che gli abitantri chiedono? «Se ne parla da 30 anni, le auto vengono parcheggiate lungo la strada, e se non ci fossero molte case disabitate, le vetture sarebbero anche di più». se ne parla. Le auto lungo al Fontia ha inoltre il problema del trasporto pubblico: diversi bus al mattino,ma il pomeriggo è un calvario. E la domenica – sottolinea Orsini – la corriera non c’è. L’ultima nei giorni feriali viene su alle 17 a Fossola. Chi finisce di lavorare in città dopo le 17 e non ha l’auto deve procurarsi dei passaggi. Disagi anche per chi in estate vuole andare al mare. Per abitare a Fontia devi avere la macchina o farti trasportare da altri». Un guaio anche per chi nel pomeriggio vorrebbe fare un po’ di spesa in città. Perché a Fontia non ci sono più botteghe alimentari». Alternativa allo spostamento su veicoli? Andare a piedi: prendendo le mulattiere si arriva a Fossola in 20 minuti, mentre sulla via normale ce ne vogliono almeno 40.
«E pensare che Fontia a un albergo e quattro ristoranti. Turisticamente potrebbe essere attraente e invece...». Di recente gli abitanti hanno avuto un incontro in Comune con rappresentanti della Provincia, per la strada da sistemare,
«La stanno pulendo dall’erba ai lati della carreggiata, poi devono verificare le acque di scolo, e quindi eliminare le frane. Ma c’è il problema della risorse economiche». Al Comune gli abitanti chiedono di sistemare e ripavimentare almeno la via pedonale interna al paese, divenuta un fortesta. «La gente ci casca». E nel paese si mugugna: «E dovremmo andare a votare?». Sono le regionali, ma un segnale forte vorrebbero darlo, alla politica.
Intanto il comitato “Vivere Fontia” e la Pro loco cercano di valorizzare ciò che il territorio offre: «Stiamo organizzando – annuncia il presidente – con Legambiente per la prima settimana luglio una passeggiata per le mulattiere partendo da Fossone: la prima domenica di luglio è la festa di Fontia, è Santa lucia. Si ricorda il giorno in cui la contessa di Fossola donò una statua di Santa Lucia, che ora è nella chiesa». Insomma, la popolazione, anche se il cartello toponomastico all’ingresso del paese è steso nell’erba, vuole dire a tutti che Fontia esiste e resiste.
Cinzia Carpita
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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