Sicurezza
«Da quasi tre anni sfollata, ora basta»
Nadia Musetti, di Carrara: casa inagibile dall'alluvione del 2012, da allora attendo la messa in sicurezza del torrente Gragnana
CARRARA. Dal 2012 ha la casa dichiarata inagibile, sul torrente Gragnana affluente del Carrione, a causa dell'alluvione di allora a Carrara; ed ha subito anche quella del 2014. Nadia Musetti, 71 anni, è una sfollata da due anni e mezzo, prima ospitata da conoscenti, poi alla pensione Dora e ora in uno degli appartamenti di emergenza dell'ex ospedale San Giacomo sulla Carriona.
«Niente da dire sugli aiuti che ho avuto dal Comune - racconta la donna - e ringrazio il sindaco Angelo Zubbani e la dottoressa Tommasini dei servizi sociali. Ma finché non verrà messo in sicurezza il tratto del Gragnana che passa davanti alla mia casa, non potrò farvi ritorno. E io voglio tornare nella mia abitazione».
Sì, perché avere un tetto sopra la testa è importante e il Comune ha provveduto alla sua sistemazione di emergenza, ma la situazione che la donna sta vivendo non sembra sbloccarsi: nella sua residenza sulla provinciale di Gragnana in località Molino di Sorgnano, non può fare ritorno finché non viene ridata l'agibilità. Una casa «che ha più di cento anni - racconta - e che ho acquistato negli anni 2000. Ho subito l'alluvione del 2003, che ruppe le grate nel fiume. Poi l'alluvione del 27 e 28 novembre 2012: il sindaco fece un'ordinanza per una frana nel Gragnana, nella sponda opposta alla mia casa, che venne dichiarata inagibile. Ci tornai solo per poco tempo».
Mostra quell'ordinanza in cui il sindaco Zubbani chiedeva alla Provincia (allora individuata come soggetto di riferimento) di fare lavori urgenti di messa in sicurezza per «salvaguardare la stabilità delle fondazioni dell'edificio e assicurare il regolare deflusso delle acque del torrenete Gragnana». Ordinò altresì lo sgombero della casa, anche sulla base degli accertamenti eseguiti dai vigili del fuoco, che rilevarono la frana che ostruiva parzialmente l'alveo creando un'ansa nel fiume, a ridosso della casa. «Un buco fatto dall'acqua alle fondamenta l'ho sistemato - racconta Nadia Musetti - e non chiedo aiuti per la mia casa. Ci penso io. Ma prima devono mettere in sicurezza il fiume. In questi anni non ho visto fare lavori tant'è che la casa è ancora inagibile e io sono ancora al San Giacomo. Il Comune mi ha autorizzato, prorogando periodicamente il provvedimento, ad entrare nella casa a orari precisi, per le mie più strette necessità».
L'ultima autorizzazione è scaduta il 30 aprile, per entrare in casa solo dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 16. Ma anche in questi orari può scattare il divieto; cioè la possibilità di entrare in casa non è valida "nel caso - prescrive il Comune - di eventuale allerta meteo per piogge o rischio idrogeologico". «Da quasi tre anni attendo di tornare definitivamente nella mia casa. Ho anche grossi problemi di salute».
Si apprende dal Comune che ora il soggetto interessato per quell'intervento sul torrente è il Consorzio di bonifica toscana nord, che ha inviato alla Regione la scheda per i lavori, ed attende di sapere quali finanziamenti potranno esserci per il 2015. Nadia Musetti, dopo l'alluvione del 2014 ha avuto il contributo regionale di solidarietà. «Alle 5,20 del 5 novembre 2014 è arrivata la Protezione civile a soccorrermi, l'acqua del Gragnana mi entrava dalle finestre». La paura del torrente non le è passata, ma nella sua casa vuole tornarci.
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