Attenzione
Tensione in aula: testimoni divisi dai carabinieri
La decisione del presidente Sgambati dopo l’accusa di minacce da parte degli amici dell’imputato
MASSA. Udienza difficile. Il presidente del collegio, Giovanni Sgambati, ha dovuto cacciare dall’aula due parenti delle vittime perché hanno disturbato la seduta, urlando mentre gli avvocati interrogavano i testi. Ma ha dovuto anche dividere i testimoni, dopo che quelli dell’accusa e delle parti civili hanno detto di sentirsi minacciati dai parenti di Andrea Mazzi. Un momento di tensione, poi grazie ai carabinieri che hanno tenuto distanti i due gruppi il processo è ripartito. Questo schema di sicurezza, definiamolo così, verrà ripetuto anche nelle prossime udienze, previste a giugno e a luglio. Poi ci sarà la pausa estiva e si tornerà in aula a settembre inoltrato. L’obiettivo è pronunciare la sentenza entro la fine del 2015.
«Quelli dei Poggi erano Giacomo Pucci, Andrea, Alessio ed Elisa Mazzi, Mattia Ricci e Adil Amroui. Quando c’erano loro nei locali succedeva sempre qualcosa. Anche io sono stato picchiato una sera davanti alla discoteca Baraonda», A parlare è Manuel Raffaelli, cugino di Fruzzetti, testimone dell'aggressione subita la notte di Natale: «Quelli dei Poggi - ha detto Raffaelli davanti alla corte d'assise presieduta dal giudice Giovanni Sgambati - non ci permettevano di frequentare alcuni posti della città. Adil Amroui aveva minacciato di morte mio cugino molte volte, tra di loro c'erano vecchi rancori». Per Amroui il pm Soffio ha chiesto venti anni di carcere per concorso in omicidio in un procedimento stralcio che si tiene davanti al gup con il rito abbreviato (siamo alle battute finali e la sentenza è attesa in settimana).
Raffaelli ha rivissuto attraverso le domande di accusa, difesa e parti civili quella notte: «Adil ha schiaffeggiato mio cugino Andrea Fruzzetti con il dorso della mano dopo che lui gli aveva chiesto di fare la pace. Eravamo all’interno del circolo Odissea con le nostre ragazze perché volevamo cantare al karaoke, ma siamo stati aggrediti da Amroui e dallo stesso Andrea Mazzi, che nel frattempo era sopraggiunto in aiuto dell’amico». Manuel continua a rivivere quelle scene: «Abbiamo preso Andrea io e suo fratello Alessandro e lo abbiamo portato fuori, ma queglia ltri due ci hanno seguiti. Si sono accaniti contro di lui, abbiamo cercato di aiutarlo ma io sono finito in terra. Ho detto alla mia ragazza di andare via e quando mi sono rialzato ho visto che Mazzi aveva un coltello. Ho urlato di scappare, ma ormai era troppo tardi». Amroui e Fruzzetti, sempre secondo quanto dichiarato in aula, erano grandi nemici, ed erano stati più volte coinvolti insieme in piccole risse. «Noi pensavamo che le rivalità fossero finite - conclude Raffaelli - perché mio cugino era stato lontano da Massa 9 mesi, in comunità per disintossicarsi dall'eroina. Era appena tornato a casa, quando ha incontrato Adil in quel pub. E non si drogava più».
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