Il dolore
Si cerca la cinquantenne che ha fermato l’omicida
MASSA. C’è un mistero nella notte di Natale del 2013 che è costata la vita ad Andrea Fruzzetti ed Enrico Baria: uno dei testimoni chiave del duplice delitto per il quale Andrea Mazzi rischia l’ergasto...
MASSA. C’è un mistero nella notte di Natale del 2013 che è costata la vita ad Andrea Fruzzetti ed Enrico Baria: uno dei testimoni chiave del duplice delitto per il quale Andrea Mazzi rischia l’ergastolo non è stato identificato. Si tratta di una donna che al massimo poteva avere una cinquantina di anni con i capelli biondi a caschetto. È stata lei, quando Mazzi era ancora in via Beatrice, ad allontanarlo prendendolo ad ombrellate. Il ragazzo, ancora sporco del sangue dei due giovani che aveva ucciso a coltellate, le ha dato retta e ha cominciato a correre verso piazza Mercurio. Diversi testimoni hanno raccontato questa scena, sia ai carabinieri subito dopo il fattaccio sia in aula, in questo processo che si svolge in corte di assise. Ma l’identità della signora non si riesce a stabilire, eppure potrebbe raccontare parecchie cose di quella notte. Soprattutto dove ha trovato il coraggio per intervenire. Perché ha separato quei ragazzi che si picchiavano e si prendevano a coltellate? Chi è?
Ma c’è un’altra donna che ha dimostrato coraggio quella notte. Anzi, forse di più vista la sua giovane età. È Sara Fruzzetti, che dovrà testimoniare nella prossima udienza se le sue condizioni di salute lo permetteranno (da quando è iniziato il processo è sotto choc emotivo), la sorella di Andrea. È stata lei a soccorrerlo, è stata lei ad avventarsi contro Mazzi urlandogli con le lacrime agli occhi di lasciarlo stare e di non colpirlo più. Una scena che ha suggestionato molte persone che si trovavano lì in quel Natale terribile. E sono tanti quelli che ricordano quella ragazza esile, con i capelli biondi.
Ma in via Betarice, ha detto uno dei testi ieri, Gabriele Massaglia, le ragazze si sono anche picchiate: «Erano in quattro o cinque e si tiravano i capelli e urlavano parolacce».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
