Sicurezza
No ai tagli, l’Accademia scende in piazza
Dimezzato il budget per la tecnologia dell’arte, i ragazzi , vestiti a lutto, insceneranno il “funerale della cultura”
CARRARA. Accademia di Belle Arti di Carrara, scatta la protesta contro i tagli al corso di Nuove tecnologie dell’arte: giovedì il funerale di “Cultura” e “Istruzione”, con tanto di bare in corteo per le strade della città. Il dissenso contro la politica del governo sull’istruzione – in questo caso sotto forma di riduzione di risorse – arriva dunque anche all”università” cittadina.
Il malumore degli studenti dell’Accademia di Belle Arti per i tagli al corso di Nuove Tecnologie dell’Arte esce dalle stanze di Palazzo del Principe e si riversa nelle strade della città. Il caso era esploso a fine marzo quando i vertici dell’istituto avevano formalizzato il dimezzamento del budget a disposizione del corso, chiedendo al direttore Massimo Cittadini di mettere a punto un piano di studi da 30 mila euro, a fronte dei 60 mila euro a disposizione nel 2014. Nelle settimane successive erano seguite le dimissioni dello stesso direttore e alcune “bozze” di piano di studi, tutte “bocciate” dagli studenti: «Il problema principale è che con questa diminuzione di risorse vengono sacrificate soprattutto le ore di laboratorio e quelle delle materie applicate che per noi sono fondamentali» spiegano gli iscritti. Il timore, tra i corridoi di Palazzo del Principe, riguarda soprattutto l’offerta formativa che, con i tagli, potrebbe essere ridimensionata drasticamente portando gli studenti su un percorso “di ripiego” o quanto meno diverso da quello che avevano scelto al momento dell’iscrizione.
«Non vogliamo che si ripeta quello che è accaduto con l’abolizione della cattedra di Restauro» spiegano i ragazzi, ricordando i casi di colleghi “catapultati” su altri corsi pur di permettere loro di concludere il percorso di studi. Anche per questo la manifestazione che si terrà giovedì è stata battezzata, “Requiem for a Dream” (Requiem per un sogno ): gli studenti, rigorosamente in abito nero, daranno vita a un vero e proprio corteo funebre che partirà alle 16 da Piazza d'Armi e toccherà Piazza delle Erbe, Piazza Alberica e Piazza Mazzini per concludersi di nuovo presso la sede dell’istituto. In testa al corteo ci saranno due bare, a simboleggiare la morte di “Cultura” e “Istruzione” uccise dalla continua riduzione dei fondi a disposizione di scuole, università e appunto accademie. Una forma di protesta, insomma, con toni inusuali, come del restro si confà a studenti che dell’arte e della creatività intendono fare la loro professione. «L'obiettivo è quello di porre l'attenzione e di riflettere sulla condizione attuale dell'Accademia di Belle Arti di Carrara e sui tagli attuati dal Ministero che inevitabilmente si ripercuoteranno sull'alta offerta formativa» spiegano gli studenti.
Nel mirino dunque la drastica riduzione del budget per il corso di Nuove Tecnologie dell’Arte che, con i suoi 250 studenti è il più frequentato dell’Accademia. La direttrice Lucilla Meloni, in un’intervista rilasciata al nostro giornale a fine marzo, aveva spiegato che quello in corso è un taglio “obbligato”, determinato dalla flessione dei trasferimenti dal ministero. Spiegazioni che però non bastate ai ragazzi che, mentre si preparano a scendere in piazza, insistono sulla necessità di una “spending review”: non è un caso che l’Assemblea degli studenti abbia chiesto qualche settimana fa di visionare i bilanci dell’Istituto, puntando il dito sulle 37 mila euro che l’Accademia di Carrara sborsi ogni anno per la connessione web a fronte degli 8 mila euro spesi dall’Accademia di Bologna.
Di tutto questo e di molto altro si discuterà giovedì durante “Requiem for a dream” mentre gli studenti stanno preparando una lettera, da inviare al Ministero per lanciare l’allarme sulle “precarie” condizioni di salute in cui versa l’Accademia di Belle Arti di Carrara.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
