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«Aveva quel coltello perché si sentiva sempre minacciato»

«Aveva quel coltello perché si sentiva sempre minacciato»

Al processo testimonia l’ex fidanzata di Andrea Mazzi E rivela: «Aveva un disturbo cerebrale e prendeva farmaci»

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MASSA. «Era fuori dalla realtà, quando è passato non mi ha neppure riconosciuta». La testimonianza è di Annina Patrini l'ex fidanzata di Andrea Mazzi, il ragazzo accusato di aver ucciso a coltellate Andrea Fruzzetti ed Enrico Baria la notte di Natale del 2013 durante una rissa scoppiata in via Beatrice. La giovane, dopo quattro anni, aveva chiuso la relazione con Mazzi il giorno prima del duplice delitto. Ha raccontato del coltello che portava sempre con sé «perché si sentiva minacciato da quelli di Castagnara». Aveva il timore che potevano aggredirlo: «Aveva un gancio per attaccare il coltello dietro ai pantaloni e mi aveva detto che in questo modo era pronto all’uso. Io gli ho chiesto solo una volta di lasciarlo, ma non mi ha dato retta e io non ho insistito perché avevo perso le speranze con lui».

La giovane, incalzata dalle domande del pubblico ministero Rossella Soffio, ha ammesso di essere stata picchiata una volta dal suo Andrea: «Avevamo discusso e lui si era arrabbiato, non era una cosa seria ma lui mi ha dato una spinta e poi una testata. Sono finita al pronto soccorso, ma siccome non avevo nulla di rotto sono tornata a casa. Non l’ho denunciato». Patrini ha fornito un altro elemento utile per quello che sarà il futuro del suo ex fidanzato, rispondendo a una domanda dell’avvocato Enzo Frediani, difensore di Mazzi: «Andrea soffriva di una displasia venosa e lo avevo portato io stessa all’ospedale Cisanello di Pisa, i medici gli avevano prescritto dei farmaci che doveva prendere tutti i giorni». Qui la difesa può giocare le sue carte per chiedere una perizia sull’imputato: la teste ha detto di aver visto Mazzi fuori dalla realtà, definizione che più o meno coincide con quello che raccontano tutti. Il giovane dopo aver ucciso Andrea Fruzzetti si accanisce contro il corpo del suo avversario, lo prende a calci. È chiaro che i suoi legali punteranno sul raptus dovuto alla malattia che gli era stata riscontrata a Cisanello. Anche perché secondo Frediani e la collega Elena Tongiani Mazzi non provava rancore nei confronti di Andrea Fruzzetti né tantomeno di Enrico Baria.

L’ex fidanzata ha parlato a lungo del coltello che portava il suo ragazzo: «L’ho visto, era a scatto, finiva a punta e aveva una parte di lama seghettata. In tutto era lungo una ventina di centimetri. Erano tre mesi che se lo portava dietro, da quando era stato minacciato da quelli di Castagnara, in particolare da uno dei ragazzi di quel gruppo». Il suo nome è Franco Pucci, secondo Patrini destinatario di quella minaccia che Mazzi aveva scritto sul suo profilo Facebook prima che scorresse il sangue in via Beatrice: «Lui quei ragazzi che sono morti la sera di Natale non li conosceva, forse di vista».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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