Il Tirreno

Addio vecchio distretto, arriva la Casa della Salute

di Chiara Sillicani
Addio vecchio distretto, arriva la Casa della Salute

Al via i lavori in via Bassa Tambura per ospitare gli ambulatori dei medici curanti La direttrice: un passo importante per valorizzare la sanità territoriale

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MASSA. Lo abbiamo sempre chiamato distretto. A dire il vero qualcuno - chi in testa ha qualche capello bianco - lo chiama ancora “la mutua”. Adesso dovremo imparare a definirlo Casa della salute.

E non si tratta di sottigliezze terminologiche perché dietro al mutamento lessicale c’è un sostanziale mutamento di funzioni: in via Bassa Tambura nasce - per semplificare - un presidio territoriale, una struttura che dovrà - o almeno dovrebbe - garantire risposte ai cittadini 24 ore sue 24 (lì ha sede la guardia medica). Il percorso - ammette la stessa azienda sanitaria - muove i primi passi, ma la transizione è in fieri. E punta ad un sistema - spiega Giulia Ceragioli, responsabile dei distretti di Massa e Montignoso - in cui la medicina generale e la specialistica, l’assistenza sociale e consultoriale, condividano spazi e informazioni. Così se l’ospedale è il riferimento per le acuzie (vale a dire: quando stai male, vai in viale Mattei), tutte le patologie croniche che richiedono assistenza continuata troveranno - questo è l’obbiettivo - risposte nel territorio.
I lavori al via. Alla Casa della salute serve - è la condizione primaria - spazio. E per ricavarlo sono necessari lavori per una spesa complessiva di 1,8 milioni di euro. I soldi la Regione li ha messi sul tavolo, l’Asl - alle prese con l’ospedale nuovo - ha chiesto una mano agli uffici tecnici del Comune e i progetti preliminari li ha preparati. Le gare d’appalto per l’assegnazione sono partite. Adesso, però, l’azienda dà una bella accelerata e inaugura tutti i lavori di manutenzione che non necessitano di progettazione e bando. Lavori più semplici ma che, nell’arco di un paio di mesi, consentiranno la prima svolta importante: l’entrata in via Bassa Tambura dei medici di medicina generale.
Il ruolo dei medici curanti. La prima novità nella Casa della Salute è proprio la presenza in del medico di base. I dottori di famiglia hanno unito le forze e costituito, come prevedono le normative regionali, le aggregazioni funzionali territoriali. Hanno - in parole semplici - iniziato un percorso di condivisione di dati e notizie attraverso un software. Un gruppo di curanti, già unito in studio ambulatoriale, traslocherà in via Bassa Tambura. Nel distretto riceveranno i pazienti il dottor Armando Colle che dell’aggregazione è il coordinatore, i colleghi Antonio Vita, Marco Beeli e Rizieri Orsingher. Manterranno i loro studi periferici, ma in linea di massima, i loro pazienti andranno a visitarsi in Asl. Certo il cambiamento ha portata rivoluzionaria nei piccoli paesi dove i medici generici sono pochi perchè pochi sono i residenti: lì tutti i curanti operano nelle strutture dell’Asl, a fianco al centro prelievi e al Cup. Garantendo piena continuità.

A Massa, la Casa della Salute non ha, appunto, la stessa portata (la maggior parte dei medici mantiene il suo ambulatorio), ma segna comunque - spiega Maria Teresa De Lauretis, direttrice generale del’Asl, una transizione importante. Ai 4 medici ne seguiranno, infatti, alcuni altri. Pediatri compresi. «Temevamo di perdere il rapporto diretto con l’assistito e la capillarità sul territorio - Colle spiega le iniziali reticenze - ma abbiamo verificato che la territorialità sopravvive». E hanno stretto - questo è il vero risultato - l’accordo con l’Asl.
Casa della Salute complessa. La Casa delle Salute già esiste a Carrara e a Montignoso, ma quella di Massa - spiega Maria Teresa De Lauretis - sarà , stando alla classificazione regionale, “complessa”: medici generici, ambulatori, Cup, consultorio, assistenti sociali. Una struttura interamente riorganizzata. E con cui saremo presto chiamati a misurarci.

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