Il Tirreno

Scontri durante il comizio di Matteo Salvini: «I consiglieri in piazza si dimettano subito»

Scontri durante il comizio di Matteo Salvini: «I consiglieri in piazza si dimettano subito»

Destra all’attacco, ma la sinistra replica: manifestanti pacifici e disarmati, cariche ingiustificate

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MASSA. Il centro destra, a ranghi compatti, chiede le dimissioni dei tre consiglieri che sabato hanno partecipato alla manifestazione. Pretende che Elena Mosti (Sel), Stefano Alberti (Pd) e Riccardo Ricciardi (M5S) lascino il consiglio comunale. Stefano Benedetti, Forza Italia, va oltre e chiede a Giovanni Rutili, assessore alle finanze, se ha partecipato al corteo e, nel caso la risposta sia affermativa, lo invita a lasciare la giunta. Non solo contestazioni politiche, Fratelli di Italia chiede a Palazzo civico di risarcire i commercianti per il mancato incasso.

Le repliche sono secche: Elena Mosti rivendica il diritto a manifestare e ricorda che da anni scende in piazza, armata solo di scarpe da ginnastica, pensieri e zaino. «Impegnata in una tesi di laurea - continua - speravo di poter porre qualche domanda a Salvini del quale non condivido la politica ma che tratto da essere umano. Non giustifico la violenza e mi dissocio dalle offese pesanti rivolte alle forze dell’ordine; ma se devo scegliere da che parte stare, scelgo chi ha in mano materassini e gommoni , non manganelli».

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Riccardo Ricciardi ha pensato a lungo se scendere in piazza: «Sono stato combattuto per motivi sociologici. Mi sono chiesto quale fosse il modo più indicato per contestare Salvini. Non ero in piazza come Movimento 5 Stelle, ma come consigliere comunale. Quando ho visto la militarizzazione della città, ho ritenuto che la mia presenza fosse importante, nel rispetto di chi manifestava il proprio dissenso. La carica delle forze dell’ordine è stata ingiustificata, i ragazzi, molti massesi, erano tutti a volto scoperto e disarmati. Insieme a Stefano Alberti e alla collega carrarese Claudio Bienaimè alle 18 di sabato abbiamo incontrato il questore e chiesto che, oltre due ore dalla fine del comizio, la città fosse smilitarizzata. Abbiamo parlato con i manifestanti e il corteo si è sciolto pacificamente». E sulle critiche di Fratelli di Italia replica: «Chi milita in un partito fondato da La Russa, che ha aggredito un giornalista, non merita risposte». Solidarietà ai manifestanti dall’onorevole Martina Nardi: «Presenterò un’interrogazione per quanto di inammissibile e vergognoso è accaduto. Le Forze dell'Ordine, anziché limitarsi a vigilare, hanno caricato senza alcun motivo un gruppo di cittadini. Che nulla avevano a che fare con i "Black Bloc" o delinquenti comuni».

Accuse al mittente anche dall’assessore Giovanni Rutili: «Mi è arrivato su Facebook l’invito alla manifestazione e ho cliccato “Partecipa” perchè la grammatica di Salvini non mi piace, non la condivido. Venerdì sera ero a Poggiolo, ad una manifestazione (di reazione ai raid di furti ndr) in cui si è parlato in modo intelligente di immigrazione e integrazione. La libertà di espressione va sempre difesa, ma non dimentichiamo che anche l’uguaglianza è un valore costituzionale. Non capisco a cosa si riferisca - e chiude - chi chiede le mie dimissioni».

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