Il dolore
Candidati a nudo su temi roventi
Gli orientamenti di Bellesi e Guastalli su degrado urbano, ripresa occupazionale e recupero tasse
VILLAFRANCA. A quindici giorni dal voto amministrativo, i candidati a sindaco sono chiamati a esprimere le loro progettualità su tematiche che da tempo interessano il territorio. Tre domande ciascuno per Filippo Bellesi e Mario Guastalli, su settore urbanistico, economico e gestionale del Comune.
A Villafranca ci sono diversi immobili in stato di abbandono che creano degrado. Come pensate di recuperarli, esiste piano o idea che possa eliminare tale criticità?
Bellesi: «Il nostro intento è quello di abbassare gli oneri per il cambio di destianzione d’uso dei locali, in modo da avvantaggiare il commercio e le abitazioni private. Assolutamente contrari a usare abitazione sfitte per accogliere i profughi, trasformando Villafranca in una kasbah, attraverso politiche di puro assistenzialismo che girano attorno a una serie di associazioni e cooperative vicine all’Asl, distanti dalle reali esigenze dei cittadini che reclamano maggiore sicurezza».
Guastalli. «Alcuni degli stabili sono già stati acquistati dall’amministrazione. Si tratta di aree che devono essere rivitalizzate e contestualizzate nella matrice urbana di Villafranca e collegate al centro storico, attraverso un recupero che possa andare ad agire sulle aree di degrado. Questi edifici potranno avere destinazioni diverse, potranno essere utilizzate sia per aumentare la disponibilità di nuclei abitativi che avere una propensione commerciale andando a insistere e implementare i servizi della zona che gravita intorno alla stazione».
Le ex aree produttive villafranchesi, per intenderci quelle di Panda Trada e Lunilat, in quale potrebbero essere riconvertite ed essere nuovamente fruibili?
Bellesi: «Cercheremo di incontrare il gruppo Frati, proprietari dell’area dove tuttora c’è lo stabilimento. Come giovane amministratore ricordo quando, assieme al consigliere di Fivizzano, Lanfranco Clementi, ci schierammo affianco dei lavoratori nella vertenza sulla chiusura della fabbrica, portando al tavolo un tecnico del Ministero del Tesoro, ma si capì che l’intenzione era quella di non sostituire l’elttrofiltro e di non proseguire l’attività. Non ricordo che il mio avversario si sia interessato a questa battaglia, forse aveva cose più importanti da sbrigare. Noi quindi chiederemo al Gruppo Frati, dopo aver preso così tanto da Villafranca, cosa voglia fare, di assumersi le proprie responsabilità. Di certo non si può continuare ad avere un’area in stato di abbandono con rischi anche ambientali, visto che c’è il serio pericolo di inquinamento delle falde acquifere».
Guastalli. «Apriremo un tavolo di confronto con i proprietari delle aree industriali, con l’intento di cercare nuovi acquirenti che possano rimettere in moto lo stabilimento. L’area in cui si inseriscono sono appetibili per gli investitori visto che, nel caso della Trada, l’industria sorge nei pressi della stazione, e ha collegamenti viari che la possono indirizzare verso aree della Lunigiana. Una scossa sarà data anche al centro artigianale, creando i presupposti per la creazione di nuove realtà imprenditorali che possano dare impulso sia all’indotto interno che alla creazione di nuovi posti di lavoro, ridimensionando l’emergenza l’occupazionale creatasi con la recessione».
In altre realtà limitrofe si sta facendo una lotta serrata all’evasione. Villafranca seguirà questi esempi? E come sarà la prossima politica fiscale?
Bellesi: «In tutte le fasi di accertamento si dovrà dialogare con la popolazione, ci sono alcuni casi in cui i cittadini non sanno di essere debitori del Comune, con situazioni che magari discendono dai loro nonni o dai genitori, come già accaduto per le vicende legate ai condoni edilizi risalenti agli anni Ottanta. Si cercherà di agire in totale confronto con la cittadinanza propronendo una serie di rateizzazione per quanto contestato ai cittadini. Quindi massimo confronto e capacità di ascolto».
Guastalli: «Ritengo che forme deterrenti come quelle create a Mulazzo per lottare contro l’evasione siano atti di trasparenza da cui prendere esempio. Anche Villafranca dovrà dotarsi di un sito dove si possa visionare il proprio stato nei confronti del municipio, cercando di creare una modalità diversa di interiorizzazione dei tributi, evitando contestazioni e more che risultano sempre antipatiche. La comunicazione tra ente comunale e cittadino deve essere alla base di questo rapporto rinnovato con la fiscalità».
Cristiano Borghini
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