Sicurezza
Affidati studi geofisici per fare l’argine definitivo
La Regione ha chiesto indagini anche geognostiche: si caratterizza suolo e sottosuolo nel punto del crollo sul Carrione, prima del progetto finale
CARRARA. La Regione ha affidato degli studi specialistici per poter poi rendere possibile , tramite apposito progetto, l'intervento definitivo di "Ricostruzione dell’argine crollato a seguito dell'evento del 5 novembre 2014 in località Marina di Carrara in Comune di Carrara"; è l’atto firmato da Giovanni Massini per il settore Difesa del suolo, il 13 maggio scorso.
Per progettare il nuovo argine, occorre conoscere bene le caratteristiche del terreno e del sottosuolo.
Nella zona del crollo, dopo l’alluvione dello scorso novembre sono state fatte opere di emergenza per tamponare la falla (via Argine destro è ancora chiusa al transito dal ponte di via Pucciarelli-Covetta verso Marina); ora c’è u arginatura temporanea, e a Firenze, per poter arrivare all’arginatura definitiva, è stato deciso che è« necessario procedere all'esecuzione di indagini geognostiche e geofisiche».
La Regione ha quindi attivate le procedure ed ha poi stabilito di affidare tali indagini tecniche all'impresa Mappo Geognostica s.r.l. (con sede ad Altopascio), per l'importo complessivo di € 6.000 comprensivo degli oneri previdenziali, più € 1.320,00 per Iva 22% sul totale corrispettivo.
Nell’atto del dirigente Massini, si specifica che «in relazione al presente affidamento non sono rilevabili rischi interferenti per i quali sia necessario adottare specifiche misure di sicurezza, e che pertanto non risulta necessario prevedere la predisposizione del "Documento unico di valutazione dei rischi da interferenze"
Inoltre il contratto in oggetto, «rientrante tra le attività necessarie all'esecuzione dei lavori», non è assoggettato dall'obbligo di inserimento all'interno della Programmazione dell'attività contrattuale per i contratti di Forniture e Servizi.
Quindi il totale dell’importo per le indagini geognostiche e geofisiche è di 7.320 euro.
Le indagini geognostiche servono a raccogliere dati sui terreni e sulle rocce ad un certo livello di approfondimento, secondo le necessità del progetto.
Le idnagini geofisiche permettono di conoscere alcune caratteristiche del sottosuolo. Il tutto consentirà di calibrare il tipo di intervento per costruire l’argine definitivo: cioè quei cento metri circa di muro che crollarono il 5 novembre scorso, facendo uscire il Carrione dal suo letto: il fiume invase via Argine destro e inondò marina est.
Sono stati dati trenta giorni di tempo per eseguire i rilievi dal momento del loro inizio.
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