Il Tirreno

Riparte il comparto Gesco Polo artigiano all’ex Olivetti

Stoppato il fallimento, accordo con le banche sulla ristrutturazione del debito I lotti (ancora incompleti) in vendita a 450 euro al metro quadrato

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Svolta per il comparto Gesco, il polo artigiano mai nato,nell’area ex Olivetti. Il tribunale di Massa ha accolto, con il consenso dei creditori, cioè degli istituti bancari, la proposta di ristrutturazione del debito proposta dalla società; e il pubblico ministero ha revocato la richiesta di fallimento avanzata il mese scorso. In altre parole, il consorzio non viene “ucciso” dall’avvio della procedura fallimentare e può andare avanti. Una novità senz’altro positiva. Anche se gli ostacoli non sono finiti. A settembre, il 10, ci sarà un altro incontro fra i rappresentanti del consorzio Gesco, assistiti dall’avvocato Licia Celi, i rappresentanti delle banche creditrici e il giudice per l’omologa dell’accordo: una verifica per accertare se il piano concordato sta funzionando.

«La vicenda di sta risolvendo in modo positivo, con una soluzione in qualche misura inaspettata. Con questo accordo Gesco va avanti», dice Giuliano Angelotti, presidente del consorzio dal 2007. La ristrutturazione del debito, si parla di 15 milioni di euro, verrà spalmata secondo l’accordo raggiunto, su 5 anni. I soci di Gesco, i 12 titolari di piccole imprese superstiti del gruppo di 36 che diedero via al progetto, che si sono sobbarcati i tantissimi oneri e i per ora inesistenti onori di questa operazione, reperiranno le risorse attraverso la cessione dei lotti in cui è suddiviso il comparto. In vendita ci sono una quarantina di spazi con superfici minime di 250 metri quadrati, che verranno ceduti a un prezzo attorno ai 450 euro a metro quadrato. Trattandosi, in tutto di 36.000 metri quadrati, la vendita potrebbe fruttare, almeno teoricamente, 16,2 milioni, cifra che copre abbondantemente il maxi debito di 15 milioni vantato dalle banche «e forse di remunerare, in parte, i soci del consorzio, che hanno sborsato complessivamente 7,5 milioni», aggiunge Angelotti.

I lotti verranno messi sul mercato all’attuale “stato dell’arte”, cioè incompleti e saranno le imprese entranti a farsi carico di rifiniture e lavori necessari. Alle opere di urbanizzazione – leggi completamento delle strade di accesso, dei servizi, dei parcheggi e dei collegamenti a gas, elettricità, acquedotto – , penserà invece Gesco, con un intervento previsto di altri 2,8 milioni. «I nuovi soci, ossia gli acquirenti dei lotti, entreranno in Gesco senza doversi accollare il debito», specifica ancora Angelotti.

Ma ci saranno imprese intenzionate a entrare nel comparto all’ex Olivetti? «Ci siamo noi 12 già insediati, ci sono già 5-6 acquirenti, piccole aziende artigiane, con cui siamo in trattativa e contiamo che una parte almeno degli altri 24 soci fondatori di Gesco che sono usciti o sono in stand by siano interessati a rientrare nell’affare. Una buona partenza», dice Angelotti.

La lunga vicenda di Gesco, insomma, è a una svolta positiva. La prospettiva del fallimento sembra scongiurata, tribunale e creditori hanno scelto di dare fiducia al progetto creando le condizioni per una ripartenza. «Vedrete, Gesco nascerà, la città avrà un nuovo polo per la piccola impresa», conclude con ottimismo Angelotti.

C’è da dire che in origine il piano Gesco era molto più ambizioso: prevedeva soluzioni di avanguardia nella gestione del comparto (dal fotovoltaico a un asilo per i bimbi dei lavoratori)e annunciava l’assunzione di oltre 100 persone grazie all’ampliamento delle attività che si sarebbero lì trasfertite. Tutte cose oggi scomparse dall’orizzonte.

Claudio Figaia

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web