Il Tirreno

Morì in guerra, dopo 70 anni sarà sepolto in Lunigiana

di Alessandra Vivoli
Morì in guerra, dopo 70 anni sarà sepolto in Lunigiana

La storia di Onelio Righetti, caduto a Rivereto nel 1944 La famiglia ha trovato i suoi resti nel cimitero di Merano

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MULAZZO. Era partito dal paese, Canossa di Mulazzo, richiamato alle armi, settanta anni fa. Onelio Righetti, classe 1922, una divisa da aviere, e tanti sogni in tasca, in Lunigiana non aveva più fatto ritorno. Morto in guerra, uno dei tanti purtroppo, nel combattimento di Rovereto. La famiglia questo particolare lo scoprirà dopo. La madre, Giovanna Giacomini, lo ha pianto come disperso per tutta la sua vita, fino alla morte. Con un desiderio: poter sapere dove era finito quell’adorato figlio che lei sapeva morto in guerra. Ma che avrebbe voluto riportare, anche da morto, a casa. Nel cimitero del paese. E il miracolo è avvenuto. Dopo settant’anni Onelio Righetti a casa ci è tornato davvero. Le sue spoglie verranno sepolte al cimitero di Canossa, nella tomba di mamma Giovanna e papà Paolo.

Una storia di guerra, di amore e di ricerca. La storia di chi non si da per vinto e decide di provare a realizzare un sogno: quello di poter portare un fiore nella tomba del proprio caro.

La vicenda parte da lontano. Dal desiderio di una madre confidato in punto di morte alla figlia, Bruna Righetti.

Bruna quando il fratello partì per la guerra aveva quattro anni: «Di lui ricordo poco o niente, ma era sempre presente nei ricordi di mia madre. Nelle foto sbiadite, nella tristezza per la sua morte, a soli 22 anni».

Un ricordo e la volontà di onorare il desiderio della madre. Questo ha spinto Bruna, che nella vita ha fatto la commerciante e da tempo si è trasferita a Como, nella sua impresa che con grande volontà si è rivelata possibile.

E così lo scorso anno ha messo in moto il nipote Maurizio (47 anni figlio del fratello Luciano) l’unico che continua a vivere in Lunigiana, a Villafranca dove fa l’impresario edile , e lo suocero di lui, Eugenio Zedda, esperto di computer.

Hanno cominciato le ricerche e, dopo un anno sono arrivati a capo della storia di guerra che ha toccato così tragicamente e da vicino la loro famiglia. Maurizio e Eugenio hanno scoperto che Onelio era morto in combattimento, a Rovereto. È stato sepolto nel cimitero tedesco di Arco di Trento-

E in questo cimitero, senza che nessuno della famiglia lo sapesse e potesse anche solo portagli un fiore, la salma di Onelio è rimasta fino al 1956 quando (e anche di questo la famiglia era totalmente all’oscuro) è stata riesumata e trasferita nel cimitero di guerra italiano a Merano.

E qui è rimasto fino a pochi giorni fa. Ad andare a prendere la cassettina con i resti del loro caro sono stati la sorella bruna e il nipote Maurizio. Che adesso procederanno a seppellire Onelio nella tomba di famiglia, nel paese da cui era partito e dove non ha fatto ritorno che da morto.

«Era il desiderio di mia madre - racconta commossa Bruna - Sentivo di doverlo fare e adesso il suo figlio, morto così giovane, finalmente torna da lei». Il nipote Maurizio spiega che questo viaggio a ritroso è stato reso più semplice dalla disponibilità incontrata durante il percorso. «Da Arco di Trento a Merano abbiamo trovato solo tantissima gentilezza - dice con grande gratitudine Maurizio - La stessa collaborazione che ho trovato in mio suocero che ha cominciato la ricerca in rete riuscendo a risalire alle tappe di questa complicata vicenda». «La gentilezza delle persone ci ha reso le cose molto più semplici e adesso possiamo finalmente riportare a casa lo zio, con un grazie sentito a chi abbiamo incontrato nel nostro cammino».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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