Sicurezza
Luminaria in strada a Massa per dire basta all’assedio dei ladri
La manifestazione degli abitanti di via Poggiolo per chiedere più sicurezza. E l’assessore Rutili: «Presto le telecamere»
MASSA. Decine di lumini. Alle finestre, sui balconi, sulla soglia di casa. È la voglia di fare luce, di illuminare a giorno un quartiere che di notte non vive più, non dorme più.
Poggiolo reagisce così - e per la seconda volta - ai continui raid, alle finestre rotte, agli sconosciuti che entrano nelle case, invadono l’intimità delle famiglie, si portano via tutto. Dai gioielli alle scarpe. E spesso tornano due, tre, anche quattro volte. L’amministrazione comunale si è impegnata, e l’assessore Giovanni Rutili lo ha ribadito ieri sera in strada, a contribuire alla sicurezza del quartiere. In primis con l’installazione di telecamere. Ma il comitato dei cittadini, dopo gli ultimi episodi (i ladri si sono portati via anche le pompe anti alluvione), non si ferma, chiama a raccolta i residenti. Una manifestazione ria attraverso le vie di Poggiolo, un corteo pacifico e “illuminato” per riappropriarsi dei luoghi, degli spazi pubblici e di quelli privati. Per tornare a vivere il quartiere e le sue strade.
E il serata non è scelta a caso: si accendono le luci di venerdì, il giorno “preferito” da chi mette a segno i colpi. Galeano Fruzzetti è il presidente del comitato e nella sua analisi è scientifico: «Abbiamo verificato che il numero di furti aumenta, non ne capiamo il motivo, proprio il venerdì. Ancor di più se piove». Forse perché di gente in giro con gli scrosci ce ne è poca. Il Comune sta facendo la sua parte: ha messo a bilancio l’acquisto delle telecamere, è al lavoro per rimuovere le situazioni di degrado. Ma i cittadini decidono di scendere in strada, di accendere le luci e di dire che loro ci sono, che si sentono comunità, che si uniscono contro un disagio che tutti avvertono. Uno degli ultimi colpi i ladri lo hanno messo a segno a casa di due anziani di cui uno disabile: la coppia si è svegliata e si è ritrovata persino senza fede nuziale. Ora Poggiolo e sotto Poggiolo dicono basta, lo hanno fatto anche lo scorso anno. Adesso sperano che le soluzioni siano vicine «perché così - si sfogano - non è possibile vivere».
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