Il Tirreno

Integrativo, deserto il tavolo di trattativa

Integrativo, deserto il tavolo di trattativa

Nessun segnale da Assindustria dopo la rottura sindacale: preparativi per lo sciopero di lunedì

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CARRARA. Per ora le parti non si riavvicinano. Associazione industriali da una parte e sindacati di categoria dall’altra. Fillea Cgil,Filca Cisl e Feneal Uil hanno rotto lunedì scorso le trattative con la delegazione imprenditoriale, per il rinnovo del contratti integrativo provinciale del marmo. Lo scontro, è stato sulla quantificazione dell’aumento del premio di presenza giornaliera. I sindacati chiedono un incremento di 15 euro, Assindustria offre due.

E così è partito il tam-tam sindacale: subito il blocco degli straordinari e i lavoratori del marmo, circa duemila nella nostra provincia fra quelli delle cave e quelli di segherie e laboratori, si avviano allo sciopero di 8 ore che è stato proclamato per lunedì 18. Sono in corso i preparativi. Alle 6,30 presidio davanti alla Marmi Carrara (in via Provinciale a Nazzano), presa a simbolo dei big del marmo, cioè dell’imprenditoria apuana di spicco.

Dall’alba di lunedì, i sindacalisti faranno volantinaggio ai Ponti di ferro, per chiamare a raccolta tutti i cavatori. Nel volantino si legge che «Negli ultimi tre anni le aziende del settore hanno guadagnato parecchioo e continuano a guadagnare molto, pertanto ci sembra giusto e doveroso che una parte dei profitti vadano ai lavoratori. Il contratto è scaduto alla fine del 2014, dunque la pretesa di rinviare le trattative al 2016 è inaccettabile e pretestuoso, forse le aziende vogliono aspettare tempo politici migliori?».

Massimo Bani di Assindustria ha dichiarato praticamente inaccettabili le richieste sindacali sul premio di presenza. Gli industriali vorrebbero prendere tempo, sostenendo che l’integrativo, in base a una clausola, avrà valore per tutto il 2015, quindi il rinnovo potrebbe slittare al 2016: nel frattempo hanno messo sul tavolo della trattativa alcune loro proposte. Ma è nato il braccio di ferro con i sindacati affiancati dai lavoratori della delegazione. «Due euro di aumento sull’indennità di presenza giornaliera sono un’elemosina», dicono i sindacati. La controparte definisce invece «pazzesche» le richieste sindacali che inciderebbero notevolmente sulle tasche delle imprese.

«Se dopo lunedì non ci convocano – replicano i sindacati – noi andremo avanti con altri scioperi».(c.car.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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