Attenzione
Il Comune vince la causa con la “Aullallà 2005”
La società torinese aveva citato l’amministrazione comunale per il mancato via libera ad una grande lottizzazione vicino al campo sportivo di Quercia
AULLA. Il Comune non sarà costretto a restituire più di 5 milioni di euro. Una cifra enorme, ma è quanto voleva dal Comune di Aulla la società a responsabilità limitata "Aullallà 2005" di Torino, che doveva realizzare in località Sprini, poche centinaia di metri prima del centro scolastico sportivo di Quercia, un insediamento residenziale a carattere turistico e ricettivo. Si trattava di una delle eredità che si trovava a dovere affrontare la nuova Amministrazione comunale guidata dal sindaco Silvia Magnani, visto che tutto ha origine negli anni a cavallo fra il 2004 e il 2005, quando era sindaco Roberto Simoncini, poi sfiduciato dal consiglio comunale aullese il 23 ottobre 2013.
Una eredità che ha condotto ad una querelle legale fra il Comune di Aulla e la s.r.l.: infatti, la società torinese, a seguito della mancata realizzazione del piano di lottizzazione, aveva presentato ricorso di fronte al Tar della Toscana, ma i giudici amministrativi avevano dato ragione al Comune di Aulla. Però la "Aullallà 2005", che non si era data per vinta, aveva deciso di ricorrere in appello di fronte al Consiglio di Stato, costringendo il Comune di Aulla a costituirsi in giudizio per fare valere le proprie ragioni. D'altronde, commentava qualcuno, è sempre meglio sborsare 5mila euro di spese legali per non essere poi obbligati a tirarne fuori più di 5 milioni per una querelle che, a quanto pare, si originerebbe dal fatto che l'area sulla quale doveva sorgere l'insediamento non era stata dichiarata edificabile. Fortunatamente per il Comune di Aulla, nei giorni scorsi il Consiglio di Stato ha respinto l'appello della s.r.l., condannando la "Aullallà 2005” al pagamento, in favore del Comune di Aulla, delle spese del presente grado di giudizio, liquidate complessivamente in 3mila euro. Ecco alcuni dettagli sul piano di lottizzazione non realizzato: si trattava di un villaggio residenziale e complesso turistico ricettivo per un totale di circa 11mila e 500 mq, distribuiti in un parco di circa 45mila mq. Il tipo di intervento prevedeva la realizzazione di villette di elevato tenore architettonico, ispirate alla concezione del borgo e, sulla carta, perfettamente inserite nel paesaggio, vivacizzate dalle esistenti e vicine strutture sportive, alle quali si doveva collegare l'ulteriore realizzazione di una area satellite a vocazione turistico – alberghiera. Il "Villaggioverde", così doveva chiamarsi l'insediamento, doveva essere composto da villette unifamiliari su due o tre piani di diverse tipologie, tutte con esposizione a sudovest e dotate di giardino privato, locale cantina e autorimessa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
