Il dolore
Troppi pazienti, caos al pronto soccorso
Attese di ore e visite di controllo saltate. Il primario: flusso elevato, ma i dati confermano standard qualitativi in crescita
MASSA.
Sapeva che la sua salute non era a rischio: una puntura di insetto, un rigonfiamento, un po’ di mal di testa. «Nulla di grave» ammette lei stessa.
Premesso questo, quasi sette ore di attesa in pronto soccorso - spiega la paziente - sono tante, tantissime. Sette ore in cui, martedì scorso, diventa spettatrice di quello che definisce un disservizio: attese infinite, pazienti che si aggiungono a pazienti - è il quadro tracciato - anziani che aspettano negli ambulatori. E le visite che si interrompono - assicura - per tre ore: «In attesa - scrive in una mail al giornale - c’erano anche tanti bambini. Alcuni erano stati invitati a raggiungere il pronto soccorso dall’Opa, altri avevano bisogno di una prescrizione per sottoporsi ad una visita il giorno successivo». La sintesi della paziente sta in un termine: caos. «Ho aspettato dalle 16.30 alle 23.17 - ricostruisce nei dettagli l’accaduto - c’era il caos. Alla fine per me non è stato un problema attendere tutte quelle ore perché non stavo malissimo. Però non capisco - e qui sta il senso delle sue osservazioni - come sia possibile che si creino situazioni simili».
Al pronto soccorso c’è anche un anziano: deve sottoporsi ad un controllo dopo una frattura, il conseguente ricovero e le dimissioni. Attende due ore e mezzo, poi quando pensa di esser visitato, scopre che il medico non c’è: controllo rimandato. Tanto che il figlio bussa alle porte dell’ambulatorio e chiede un certificato che attesti la sua presenza dalle 11 alle 13.30 in pronto soccorso. E lo ottiene.
Insomma, una giornata “bollente” quella di martedì e lo conferma anche Alberto Conti che il pronto soccorso lo dirige. Il primario, però, non ci sta a veder screditare un servizio che - garantisce - sta facendo importanti passi avanti. E alla paziente con la puntura di insetto che chiede quale sia l’organico e quanti i dottori in servizio, assicura che i medici al lavoro martedì erano due. A cui, nella mattinata - a conferma di un afflusso importante - si è aggiunto anche lo stesso primario. «Da dicembre (quando durante le festività si sono presentate alcune criticità ndr) ad oggi - spiega Alberto Conti - non ci sono state lamentele. Una giornata di maggior afflusso può capitare: è dimostrato - aggiunge - che dal 1° maggio, con l’arrivo dei turisti, le presenze aumentano anche al pronto soccorso». Ma i passi avanti - assicura e sottolinea il primario - ci sono stati: «Si registrano due trend paralleli, documentati e provati dai dati. Da un lato - chiarisce - l’afflusso al pronto soccorso aumenta, dall’altro diminuisce il tempo medio d’attesa». Tradotto: si va sempre più spesso al pronto soccorso e sempre più frequentemente per patologie non gravi, ma si attende sempre meno.
E chi si presenta al pronto soccorso per una patologia lieve contribuisce - la deduzione è immediata - ad aumentare il numero di pazienti da visitare e a dilatare le attese. Alberto Conti ci tiene a dire che la signora che ha aspettato ore - lei stessa lo premette - non aveva un’urgenza. E al paziente anziano chiede scusa per il disservizio, ma ricorda che le visite di controllo fanno parte di un «programma di implementazione per pazienti fragili o con prognosi prolungata». Introduzione recente che garantisce continuità tra ospedale e territorio. Tu sei dimesso, ma hai una corsia preferenziale per i controlli.
Certo è che, con l’estate alle porte, si apre un periodo caldo anche per il pronto soccorso. Periodo che l’Asl si prepara ad affrontare con un “rafforzamento” dei turni: «Dalle 20 alle 24 i medici saranno due (ora uno solo è in servizio)». E l’Asl ha pubblicato un bando (con scadenza 5 giugno) per assumere, in regime di libera professione, un medico che ampli l’organico nei mesi estivi .
E tutto in vista di un nuovo pronto soccorso all’ospedale delle Apuane, in viale Mattei.
Chiara Sillicani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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