Il Tirreno

urbanistica

Scuole, e non case, al posto dell’ospedale

Melania Carnevali
Ospedale
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Nasce un comitato di cittadini che chiede di mantenere l’uso pubblico del vecchio nosocomio

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MASSA. «Il bene pubblico deve restare pubblico». È il presupposto che ha portato alla nascita del comitato cittadino “No alla variante del vecchio ospedale”; un nome che dice già tutto sugli obiettivi: frenare il progetto di abbattere l’attuale ospedale e ricostruire al suo posto case, uffici e negozi, e proporre alternative. Fra queste, la più bella, è quella di un polo scolastico che unisca i vari istituti del territorio. Con quali fondi? «Con quelli che l'Unione europea mette a disposizione con la legge 67 del 1988 per il recupero delle aree dismesse», spiega Annalisa Marchiori, portavoce del neonato comitato, nato all'indomani dell'incontro con l'amministrazione.
Un passo indietro.

Secondo il progetto, l'immobile (si parla del monblocco relativamentepiù recente) verrà abbattuto quasi totalmente, ad esclusione della parte storica vincolata. Al suo posto verrà costruito un nuovo immobile di 12.000 mila metri quadrati a uso residenziale (circa 120 appartamenti) e i restanti 8.000 per direzionale, commerciale, servizi e «attrezzature di interesse generale» (così si legge nella presentazione power point). «Un progetto insensato», secondo il comitato, che si chiede, anzitutto, quali siano «i presupposti che renderebbero necessario la demolizione di un immobile costruito di recente e che non ha problemi strutturali?» e perché «non viene utilizzato per case popolari?» invece di farla diventare – come ha detto il consigliere comunale Cinque Stelle, Riccardo Ricciardi - «la Beverly Hills» di Massa.

«In un periodo di crisi immobiliare come quello attuale – incalza la Marchiori – è chiaro che quelle case rimarrebbero vuote. E allora perché privare la città di un bene pubblico?» Obiettivo del comitato, dicevamo, ostacolare l'approvazione della variante, ma anche fare proposte «con l'aiuto di professionisti». Il comitato insiste sull'importanza del polo scolastico «vista l'inagibilità di molte strutture sul territorio», che si potrebbe «ben integrare con realtà artigianali». Il problema, forse, a questo punto è cosa fare dell'accordo di programma che il Comune ha sottoscritto con la Regione nel 2012 (quello per cui Firenze dava i soldi per la costruzione del nuovo ospedale, ma in cambio Massa si impegnava a cambiare la destinazione d'uso del vecchio): «Ci stiamo informando con avvocati se questo posso essere un ostacolo o possa essere superato», fa sapere la portavoce.
 

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