Il Tirreno

la tragedia

Morì stritolato da un cancello, tre indagati

Alessandra Vivoli
Il luogo in cui perse la vita Bruno Raddi
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Il luogo in cui perse la vita Bruno Raddi

L’infortunio in cui ha perso la vita un operaio di 42 anni avvenne nella zona industriale della Spezia

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VILLAFRANCA. Nel dicembre del 2012 morì stritolato dalla caduta di un cancello che lui stesso stava montando nell'area industriale della Spezia. Le indagini, su quella tragica vicenda si sono concluse, con tre nomi iscritti nel registro degli indagati: il datore di lavoro, il responsabile della ditta che aveva commissionato l’intervento e un collega di lavoro che stava manovrando il carrello. Un manufatto molto pesante, di 22 metri per 3, dal peso di 10 quintali, non ha lasciato scampo a Bruno Raddi, 42 anni, nativo di Aulla e residente a Villafranca, che stava lavorando alla sua installazione insieme a due colleghi. Iscritti al registro degli indagati sono Graziano Torre (difeso dagli avvocati Falconi Cristian e Giovanni Siciliani)amministratore della ditta Torre Graziano & C, datore di lavoro dell’operaio morto. Vincenzo Gori, assistito dall’avvocato Giuseppe Faggioni,  amministratore delegato della Asg Superconductors spa, società committente die lavori e Giacomo Gori (difeso dall’avvocato Salvatore Stelitano) collega di lavoro del quarantaduenne morto che sta utilizzando il carrello elevatore al momento dell’incidente.Il pubblico ministero Luca Monteverde ha comunicato la conclusione delle indagini preliminari. I familiari del lavoratore morto (moglie, figli di tre e quattro, padre, madre, nonna e fratello) sono assistiti dall’avvocato i,Alessandro Ravani, l'avvocato Raffaella Lorgna e l'avvocato Lucia Barbieri.

La vicenda risale al dicembre di tre anni fa. I colleghi sono stati i primi a tentare di soccorrere l'operaio 42enne, estraendolo con la forza della disperazione da sotto quei quintali di metallo per prestargli i primi soccorsi.
Le condizioni dell'uomo erano subito apparse disperate ai militi della pubblica assistenza di Pitelli, la cui sede dista pochi chilometri da dove era avvenuto l'incidente, giunti sul posto con l'automedica delta 1, un'ambulanza e la scorta di alcune pattuglie della Polizia di stato.Disperati e infruttuosi i tentativi di rianimarlo da parte dei sanitari: mezz'ora di manovre per salvargli la vita, che non hanno purtroppo dato esito positivo. L'incidente era avvenuto su Via Melara nell'area che ospitava la fabbrica di elettrodomestici Sangiorgio e che ora è di proprietà dell'Asg Superconductors, gigante ligure dei magneti industriali di proprietà della famiglia Malacalza.

Raddi, che aveva abitato a Bigliolo prima di sposarsi, lavorava per la ditta di serramenti "Graziano Torre" di Pallerone, che da pochi mesi aveva vinto un appalto per fornire l'impianto spezzino di finestrature a nastro in alluminio e policarbonato. Ha lasciato nel dolore la moglie, impiegata presso uno studio notarile di Aulla, e due figli piccoli oltre a un fratello e ai genitori.

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