Attenzione
Mense scolastiche Il Comune spiega: la carne croata è ok
Nei menù prodotti dop e a km 0. «E tutto super controllato» Le cuoche: se il cibo non andasse, saremmo le prime a dirlo
MASSA. Sono loro, ogni giorno, ad accendere i fornelli, a prendere dal frigo carne e pesce per trasformarli in pranzetti invitanti. Per i più palati più pretenziosi, quelli dei bambini.
E a sentir dire - o anche solo ipotizzare - che in cucina arrivano prodotti di dubbia qualità proprio non ci stanno, così si siedono intorno ad un tavolo, stendono una lunga lettera - che è anche un reportage dalle cucine - e la spediscono al giornale. «Perché - scrivono cuoche e cuochi - come primi utilizzatori delle derrate alimentari, siamo anche i primi controllori e i primi garanti della loro qualità. Nessuno di noi si presterebbe mai ad utilizzare derrate di dubbia o scarsa qualità, nel caso dovessimo subire pressioni in tal senso, non esiteremmo a denunciarle come è già successo in passato».
Contestazione secca anche all’ipotesi che sulle mense l’amministrazione voglia risparmiare: «Sulla base della nostra visione privilegiata, dall’interno - spiegano dalle cucine - il servizio appare di migliore qualità, improntato al continuo miglioramento, senza dimenticare che il punto di partenza della Gazzoli è già migliore del punto di arrivo del precedente gestore». Insomma: più qualità e più quantità. Concetto ribadito anche dall’amministrazione che, con una dettagliata nota stampa, fa eco alle cuoche. Poi il Comune e chi lavora ogni giorno davanti ai fornelli passa in rassegna tutti i prodotti forniti dalla Gazzoli con particolare attenzione alla carne: «Il capitolato prevede la possibilità di fornire carne della Unione europea, anche se il fornitore darà prevalenza all’ italiana. Questo non vuol dire - scrive Palazzo civico - un peggioramento, le caratteristiche della carne croata, come delle altre, sono di alto livello. Per la carne bovina, infatti, sono richiesti tagli pregiati con sezionamento e confezionamento in stabilimenti idonei. Con il nuovo servizio inoltre non è possibile effettuare un ulteriore taglio successivo a quello fatto in quegli stabilimenti. Una carne controllata e sicura». E le cuoche aggiungono: tagli di coscia di bovino, di età inferiore ai 24 mesi. E prodotti di qualità, come - sempre per citare cuochi e amministrazione - tacchino, lonze di suino, petti di pollo. Tutti italianissimi. E ancora: «il prosciutto crudo Dop di Parma, il cotto di coscia italiano di primaria marca, senza polifosfati. Il farro della Garfagnana Igp e il riso di primaria marca. Il pane biologico di un produttore locale. Viene fornito formaggio Asiago Dop, la qualità rilevata di frutta e verdura in questo periodo è stata in genere elevata e migliore. Viene fornito latte fresco o Uht di altissima qualità a seconda dell’utilizzo e lo stesso per le verdure surgelate, a seconda della stagione». E chi è in cucina cita anche il grana dop, i tortelli a km 0, la farina biologica: «I fagiolini surgelati - rincarano le cuoche - sono stati fornite nel rispetto delle stagionalità, come previsto dal capitolato visto che il prodotto fresco fuori stagione è qualitativamente inferiore». Materia prima di qualità - per sintetizzare - e menù controllatissimi e validati da chi di alimentazione infantile se ne intende: «I menù e le tabelle dietetiche - scrive il Comune - sono state elaborate sulla base delle linee guida regionali da un dietista indicato dall’Asl che ha definito anche le caratteristiche merceologiche degli alimenti. La stessa Asl ha validato i menù che per la prima volta nei nido sono stati avallati da un pediatra nutrizionista».
Mamme - questo il messaggio di amministrazione e cuoche - dormite sonno tranquilli: i vostri piccoli mangiano bene e sano.(c.s.)
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