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Fatture e sponsor erano reali Scagionato l’imprenditore

MASSA. Era accusato di aver scaricato tre fatture, per un totale di 36mila euro, per una sponsorizzazione sportiva che per l’accusa era fasulla. Invece l’imputato Michele Ricatti, legale...

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MASSA. Era accusato di aver scaricato tre fatture, per un totale di 36mila euro, per una sponsorizzazione sportiva che per l’accusa era fasulla. Invece l’imputato Michele Ricatti, legale rappresentante della società Techno Service di Massa, è stato assolto perché il fatto non sussiste. L’imprenditore, difeso dall’avvocato Alessandro Maneschi, ha dimostrato che lo sponsor era vero, facendo vedere al giudice Fabrizio Garofalo perfino le fotografie della Porche che gareggiava nella categoria Challange. Smontando quello che sostenevano il pubblico ministero e la guardia di finanza e cioè che quella detrazione fiscale in realtà non era veritiera. La Techno Service invece dava quei soldi e la ditta di Alessandria che aveva emesso le fatture aveva semplicemente certificato il lavoro che gli era stato commissionato: realizzare il logo della società apuana che poi ha fatto bella mostra sulle fiancate della Porche in diverse gare. La guardia di finanza aveva anche intercettato l’imputato e l’utilizzo di quelle telefonate era stato contestato vivacemente in aula in un battibecco tra accusa e difesa.

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