Il dolore
La carne è croata, mensa nella bufera
I dubbi delle mamme anche su latte, pesto e surgelati. L’amministrazione: pieno rispetto del capitolato, bimbi sicuri
MASSA. Parli di cibo e le orecchie si rizzano. Tanto più se quel cibo è quello che finisce nel piatto di tuo figlio: provenienza, etichette, conservazione. Non c’è dubbio: sull’argomento “mensa scolastica” l’attenzione è altissima. Il nuovo gestore è subentrato alla Cir Food e le mamme vogliono vederci chiaro: venerdì scorso, durante l’assemblea pubblica alla scuola Bertagnini, qualcuna alza la mano, prende la parola e passa al setaccio menù e forniture. «Dalla carne croata, ai fagiolini surgelati», dal pesto confezionato al latte a lunga conservazione. Dai pasti «diversi da quelli previsti nei menù settimanali all’assenza di asterischi che segnalino l’utilizzo di prodotti surgelati».
L’opposizione contesta. Non dettagli, ma «rilievi importanti» secondo Gabriella Gabrielli e Carmen Menchini, consiglieri comunali nelle fila arancioni ed entrambe assessori nella precedente giunta. All’assemblea pubblica ci sono anche loro, registrano le osservazioni di mamme e papà, le mettono in fila e contestano all’amministrazione «una politica del risparmio a discapito della qualità. Ci sono molti bimbi - rincara Gabrielli - per cui il pranzo a scuola è l’unica opportunità di un’alimentazione adeguata. Difendere le mense e la qualità del servizio - sintetizza - significa portare avanti una battaglia per l’equità sociale». Menchini e Gabrielli si mettono alla scrivania e preparano un’interpellanza con cui chiedono al sindaco Volpi di fare il punto su menù, forniture e conservazione. Con particolare attenzione ai rilievi delle mamme e alla provenienza del prodotto: «Quello che contestiamo - Carmen Menchini tira le somme - è la distanza tra quanto dichiarato e quanto realizzato. Si è pubblicizzato un appalto nel segno del biologico e del Km 0, ma non mi pare sia così. Può andare bene anche il surgelato o la carne europea, basta dirlo, però».
La replica del Comune. Su mense e qualità della refezione - è l’altro lato della medaglia - l’amministrazione è di tutt’altra opinione: «I menù - spiega Mauro Fiori, assessore all’istruzione - sono stati definiti al dettaglio con l’Asl e rispettano tutte le tabelle nutrizionali. Abbiamo incontrato i dirigenti scolastici e tutti hanno espresso piena soddisfazione, sia per la qualità, sia per la quantità». Tutti soddisfatti tranne un preside che ha avanzato le stesse perplessità sollevate dai genitori».
La carne Cee. Poi l’amministrazione passa in rassegna, punto per tutto, le contestazioni. Ammette che parte della carne proviene dall’estero, ma ricorda che il capitolato lo consente: «Un 20% di carne biologica, un 20% di Dop e Igp» e il resto di provenienza italiana e comunitaria. «La carne viene fornita tre volte a settimana, il giorno prima del consumo e viene stoccata e conservata - aggiunge il Comune - nel rispetto del capitolato». Anche se - assicura Fiori - il gestore si è impegnato ad incrementare le quantità di carni italiane.
Latte fresco o no. Contestazioni anche sul latte: non fresco, ma a lunga conservazione. «Il capitolato - spiega Palazzo civico - non esprime preferenze e il gestore ha fornito latte a lunga conservazione alle cuoche che lo hanno richiesto dopo aver spiegato che grande quantità di fresco finivano nella spazzatura». Ma la Gazzoli (il nuovo gestore) - parola di Fiori - non ha alcun problema, è pronta a fornire latte fresco.
Il pesto confezionato. Qualche mamma in assemblea ha ricordato che il pesto è sempre stato prodotto espresso, in cucina: olio, basilico, pinoli e quant’altro. L’amministrazione ammette che in questa prima fase di subentro non è stato così: «Il gestore ha fornito prodotto confezionato di ottima qualità, il subentro è avvenuto in pochi giorni e non è semplice garantire le forniture di basilico», ma presto - garantisce Palazzo civico - le belle foglie profumate arriveranno in cucina.
«Il wurstel no». Qualche dubbio di mamme e papà anche sul riso freddo con i wurstel. C’è chi propone il più salutare riso al pomodoro e chi, invece, preferisce un gusto accattivante che faccia pulire il piatto anche alle bocche più pigre.
Verdure surgelati. Fagiolini surgelati a mensa? Beh, il capitolato lo consente. Possono essere surgelati i piselli, gli spinaci e, appunto, i fagiolini.
Insomma, qualche dubbio delle famiglie - e dell’opposizione - e le rassicurazioni dell’amministrazione: i controlli sono continui, i nostri bambini mangiano bene.
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