Sicurezza
Bonascola, un muro nel mirino
In via Casalina: provoca gli allagamenti, deve essere abbattuto
CARRARA. Dalle demolizioni degli abusi alle polemiche. proprio nel girono in cui è stato deciso di fare procedere da soli all’abbattimento di una depandance i residenti della Covetta, a Bonascola fanno sentire la loro voce. Perché nell’elenco degli abusi edilizi da demolire compilato da Procura ed enti locali - grazie al quale lunedì scorso è stato abbattuto di un vano "illegale" da 25 metri in via Casalina - non compare il muro di contenimento che in occasione delle ultime alluvioni ha mandato sott’acqua diverse abitazioni della zona?
Si potrebbe sintetizzare così la lettera inviata in queste ore alle autorità regionali, provinciali e comunali da Maria Letizia Maurizzi. La donna, “plurialluvionata”, risiede proprio in via Casalina e, nel 2012, si è vista sfondare la porta del suo seminterrato dalla furia delle acque: da allora, insieme al suo vicino di casa Massimiliano Confalonieri, ha avviato una lunga e difficile battaglia per chiedere l’abbattimento di un muro di contenimento, situato in una proprietà privata confinante, che – secondo i due residenti – sarebbe la causa degli allagamenti.
Una tesi comprovata, almeno in parte, dagli enti competenti che a vari livelli hanno attestato l’illegittimità dell’opera ordinandone la demolizione. Di quel muro però nella “lista nera” di Procura ed Enti non c’è traccia: «potrebbe essere stata una dimenticanza» scrive la signora Maurizzi, ricordando che non più di tre settimane fa, il sindaco di Carrara Angelo Zubbani e l’assessore ai Lavori Pubblici Massimiliano Bernardi sono tornati sul posto, ribadendo l’impegno assunto a inizio anno per la demolizione del manufatto, con tanto di stanziamento ad hoc, a garanzia della sicurezza dei residenti. Intanto però, in via Casalina non è stato spostato nemmeno un sasso e così, dopo un’attesa che dura da oltre due anni, gli abitanti sono più che mai scoraggiati.
A rassicurarli ci prova proprio il primo cittadino che chiede loro di portare ancora un po’ di pazienza: «La Provincia deve convocare le parti interessate per vedere di armonizzare i due progetti, uno fatto dal Comune sulla demolizione del muro e l’altro fatto dalla Provincia stessa per il canale che scende dalle colline circostanti» spiega Zubbani, aggiungendo che la sua amministrazione sta aspettando l’esito di questa “concertazione”. «Noi siamo disponibili a procedere alla demolizione di forza, abbiamo fatto una delibera e stanziato i soldi, i residenti lo sanno. Certo – precisa il Sindaco - se fosse possibile farlo “in armonia” si eviterebbero tante complicazioni e si solleverebbe il municipio dalla necessità di anticipare le risorse pubbliche necessarie all’intervento». Per questo Piazza Due Giugno ha deciso di aspettare ancora qualche giorno: «In caso di inerzia della Provincia o dei soggetti coinvolti, noi faremo la nostra parte» garantisce Zubbani. (c.ch.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
