Il Tirreno

La protesta

«Usciamo da Gaia al più presto»

«Usciamo da Gaia al più presto»

Partecipazione scarsa alla manifestazion e di viale Stazione

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MASSA. Uscire da Gaia e creare una società in house “simil Master” che si occupi unicamente del servizio idrico. Una proposta già detta e ridetta che ieri mattina è stata urlata al megafono davanti alla sede massese della società, nel viale della Stazione, dove ha preso vita una manifestazione, l'ennesima, dei “No Gaia”. Al centro della contestazione il solito problema che attanaglia i cittadini: il “caro acqua”. C'è chi sventolava imbestialito l'ultima bolletta a tre cifre, chi si lamentava, chi passava di lì per caso borbottando «altro che manifestazione, qui ci vorrebbe una bomba» (scherzando chiaramente, ndr).

Ma la partecipazione però, questa volta, è stata scarsa, al massimo un ventina di persone in tutto.

Sarà stata per quella bandiera bianca e azzurra di Fratelli d'Italia che sventolava appesa a un albero o per quelle magliette nere del Msi (Movimento sociale italiano) che un paio di cittadini avevano addosso, che hanno reso quella manifestazione un po' troppo politica e poco cittadina. Anche se, alla fine, i temi erano universali: bollette dell'acqua salate, cittadini a cui viene negato (con il distacco del servizio) un diritto, sacrifici. «I cittadini sono arrivati a ridurre il consumo d'acqua in maniera insostenibile per la qualità della vita – urla al megafono Stefano Benedetti, consigliere comunale di Forza Italia – Si parla di persone che evitano di farsi la doccia, che usano e riusano la stessa acqua per cucinare e via dicendo. Ma l'acqua – aggiunge – ricordiamo che è un diritto».

Tra i manifestanti anche un signore della Lunigiana, Alberto Santini, che punta il dito sui mancati investimenti nella zona:«le bollette aumentano ma di investimenti nemmeno l'ombra», commenta mostrando foto che immortalano la situazione di Bagnone:«ci sono tubi dell'acquedotto che passano in mezzo alla strada – chiarisce – e tenuti insieme da una corda. È questa la situazione nel 2015. Io pago oltre 600 euro all'anno per un servizio scadente».

Santini parla anche della fognatura: «Gaia ha fatto pagare per anni la fognatura anche a chi non aveva l'allaccio – spiega – Adesso, teoricamente, dovrebbe rimborsali, ma solo su richiesta dell'utente. Un anziano lo verrà mai a sapere? Gaia non lo ha nemmeno comunicato». Scopo della manifestazione di ieri era anche quello di iniziare nuovamente a raccogliere le firme per il referendum.

«Lo avevamo già proposto e ce lo hanno bocciato – spiega Benedetti – ma si sono sbagliati. Quindi noi ne promuoviamo un altro, con un quesito leggermente diverso anche se la sostanza è sempre la stessa: chiedere e ottenere che il comune di Massa esca da Gaia. Inoltre chiediamo che la proposta venga valutata da avvocati diversi da quelli che ci hanno bocciato il primo quesito».

(M.C)

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