Sicurezza
Tassa marmi, il nodo e i tempi dei rimborsi
Il presidente della commissione tributaria regionale: lo spartiacque è la sentenza della Corte Europea
CARRARA. Fisco, crisi e tassa marmi. Questi i temi affrontati con il professor Mario Cicala, presidente della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione e della Commissione Tributaria Regionale della Toscana, in città per il convegno organizzato dal Centro Lunigianese di Studi Giuridici e dall’Associazione Civica Apuana.
Il fisco agevola o ostacola il superamento delle crisi d'impresa? «L'obbiettivo del convegno è proprio la ricerca e lo studio di quegli strumenti anche tributari che possono concorrere al superamento della crisi delle imprese ed alla rinascita economica del Paese. Perciò è dedicato all'avvocato Lorenzo Claris Appiani ed al giudice Fernando Ciampi che hanno affrontato questa problematica, e sono stati uccisi mentre adempivano ai doveri imposti dalla loro attività».
Vi sono molte questioni controverse nella disciplina fiscale per il risanamento delle imprese in crisi? «Molte e difficili sono i problemi che nascono dal rapporto fra le esigenze fiscali e le necessità di un'impresa in crisi che si voglia risanare. Giudice e legislatore si trovano impegnati nella difficile navigazione fra Scilla e Cariddi: la Scilla dell'esigenze dell'erario, e Cariddi cioè la necessità di dare respiro agli imprenditori in difficoltà, di consentire anche al fallito incolpevole e meritevole di riprendere la sua attività. Diceva Giustiniano che il bravo pastore, tosa le pecore, ma non le uccide scorticandole».
Quali modifiche legislative potrebbero essere utili per le imprese in crisi? «Misure che consentano al giudice una più approfondita valutazione della realtà economica, e quindi di venire incontro a chi non paga le tasse non perchè non vuole ma perché non può, magari perché a scelto di utilizzare i pochi fondi disponibili per pagare lo stipendio ai suoi dipendenti, ritardando i versamenti di imposta. Si dovrebbero poi favorire le attività economi che assumono di pendenti. Oggi un professionista che assume una segretaria rischia di vedersi appioppare un'imposta in più l'Irap che non paga se lavora da solo».
Qual e` lo stato di salute della Giustizia tributaria in Italia? «Penso si debba pensare a migliorarla, sono sul tappeto molte proposte, anche di assorbirla nella giustizia ordinaria civile. È necessario che l'asse portante della giustizia tributaria sia costituita da magistrati che vi si dedicano a tempo pieno».
Ha suscitato molto interesse nella provincia di Massa e Carrara la vicenda della "tassa marmi" «La tassa marmi veniva versata al Comune di Carrara da coloro che esportavano il prodotto fuori dal Comune, la Corte di Giustizia europea ha ritenuto tale tassa in contrasto con il diritto dell'Unione. Si è posto così il problema del rimborso di quanto già versato e del termine entro cui doveva essere richiesto. Il Collegio della Commissione Tributaria Regionale Toscana da me presieduto ha affermato che tale termine (di due anni) decorre dalla data della sentenza della Corte Europea, altri hanno ritenuto che decorresse dalla data del pagamento (ovviamente anteriore a quello della sentenza)».
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