Gioco
«La frana ha già ucciso, non facciamo altre vittime»
In aula le ultime tre arringhe dei difensori per la colata di fango a Lavacchio Gli avvocati contestano i consulenti del pm e chiedono l’assoluzione
MASSA. La frase più forte è quella con cui l’avvocato Giancarlo Cricca, difensore dell’ingegnere Antonio Cirillo, chiude la sua arringa: «La frana di Lavacchio purtroppo - e questa è la premessa - ha fatto due vittime. Non aggiungiamo, però, altre vittime processuali». Come a dire che chi è alla sbarra, con l’accusa disastro e omicidio colposo, con la colata di fango che nell’ottobre del 2010 si è portata via Nara Ricci e il piccolo Mattia Guadagnucci, non c’entra nulla. Non c’entra perché - e questa è la linea difensiva condivisa da tutti gli imputati - a determinare il cedimento del versante sono state le piogge eccezionali e le caratteristiche geologiche di quella porzione di collina. Non una cattiva esecuzione dei lavori, non le condotte omissive. Tradotto: non la mancata manutenzione e pulizia di canalette e griglie. Antonio Cirillo è il progettista e il direttore lavori del cantiere su via Bergiola per la realizzazione di un graticcio. E su quel graticcio verte buona parte del processo, a suon di perizie e consulenze tecniche. Ieri pomeriggio in aula, di fronte al giudice monocratico Giovanni Sgambati, l’avvocato Cricca ribadisce che le opere progettate e realizzate non hanno trattenuto acqua, nè causato il ruscellamento. Insomma non hanno determinato o contribuito alla colata di fango. Respinta anche l’ipotesi di falso: l’ingegner Cirillo ha certificato la regolare esecuzione dei lavori perchè - ribadisce il legale - l’esecuzione è stata corretta. E le modifiche apportate (il famoso cordolo al posto di un tubo) erano migliorative e tali da poter essere realizzate nel rispetto della normativa e senza varianti. Richiesta quindi di assoluzione. Ma ieri è il giorno dell’arringa anche per l’avvocato Strata, legale del geometra Paolo Busticchi (titolare della ditta che ha eseguito i lavori) e per Paolo Bertoncini, difensore di Nicola Rossetti, responsabile, a Palazzo ducale, per il servizio di costa. Il legale di Busticchi è assertivo: il suo assistito deve essere assolto, ha realizzato i cordoli (al posto del tubo) perché «la soluzione è stata proposta dall’ingegnere progettista nel rispetto delle normative». In piena correttezza. E se un errore c’è stato - per parafrasare le parole di Strata - lo hanno fatto i consulenti del pm nelle loro valutazioni tecniche. Tesi sostenuta anche da Paolo Bertoncini: al suo assistito, Nicola Rossetti viene contestato - spiega - un comportamento omissivo. Non avrebbe ordinato al capo cantiere sottoposto di eseguire la pulizia della strada, «ma - è l’argomento clou - gli stessi consulenti del pm riconoscono che non si può escludere che la frana si sarebbe comunque verificata». Conclusione: richiesta di assoluzione piena. Ora tutte le carte - o quasi tutte - sono nelle mani del giudice: durante la prossima udienza, il 5 giugno, le ultime due arringhe, poi la sentenza.
Chiara Sillicani
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