Il Tirreno

Immigrazione: Carrara bocciata in accoglienza

Nel nostro comune sono ospitati solo 13 profughi, a Massa 53 e 39 ad Aulla Il presidente Arci: si deve fare di più. L’assessore al sociale: poca collaborazione

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CARRARA. Emergenza immigrazione: il presidente di Arci Matteo Bartolini chiede all’amministrazione di mettere a punto un piano di accoglienza. I profughi ospitati in città sono solo 13 a fronte dei 53 di Massa, Pontremoli 23 e dei 39 di Aulla . Meglio di Carrara anche Mulazzo, che ha accolto 15 richiedenti asilo. I numeri parlano chiaro. Nella nostra provincia sono ospitati attualmente circa 150 richiedenti asilo. Di questi la stragrande maggioranza si trova in Lunigiana mentre tra i comuni di costa. Carrara oggi ha trovato una sistemazione a 13 persone: 9 sono stati accolti da Arci, altri 4 da un’altra associazione che li ha dislocati a Bedizzano. Di qui l’invito di Bartolini affinchè l’amministrazione carrarese aderisca allo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) che va oltre la prima accoglienza grazie a una serie di progetti di inserimento) o metta a punto un piano comunale, indicando quante persone è in grado di ospitare e inserire sul territorio: in entrambi i casi, ha detto il presidente di Arci, l’obiettivo è quello di superare il sistema prefettizio, andando oltre alla gestione della mera emergenza e mettendo in piedi un meccanismo che garantisca integrazione e inclusione. La replica è arrivata dall’assessore al sociale Giuseppina Andreazzoli e dalla dirigente Daniela Tommasini che hanno puntato il dito contro la scarsa collaborazione dimostrata dai titolari delle strutture ricettive: «Quando la Prefettura ci ha chiesto di accogliere delle persone noi abbiamo sempre risposto: abbiamo contattato una cinquantina tra alberghi, bed&breakfast e campeggi, anche chiusi, ma mai nessuno ha voluto collaborare» ha spiegato la dottoressa Tommasini. Non solo: l’assessore Andreazzoli ha aggiunto che se fino a qualche tempo fa l’adesione allo Sprar “esonerava” i municipi dagli obblighi di prima accoglienza, oggi, con l'impennata degli sbarchi le amministrazioni devono comunque attivarsi su richiesta della Prefettura. La preoccupazione ha chiarito la Andreazzoli è dunque che alle persone inserite nello Sprar si aggiungano quelle inviate dalla Prefettura. La commissione Sociale ha auspicatola stesura di un piano di accoglienza comunale anche alla luce di una situazione internazionale per cui che il nostro Paese sarà comunque chiamato ad affrontare l'incremento dei flussi di qui ai prossimi anni e nessun comune potrà sottrarsi. (c.ch.)

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