Il Tirreno

«I sindacati fanno richieste pazzesche»

«I sindacati fanno richieste pazzesche»

Massimo Bani di Assindustria: tutte le imprese dovrebbero sobbarcarsi oneri sopportabili da poche

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. I sindacati del marmo stanno preparando gli scioperi (oggi si riuniranno per decidere i dettagli della mobilitazione) annunciati dopo la rottura della trattativa con gli industriali per il rinnovo dell’integrativo provinciale del marmo, che riguarda duemila lavoratori fra cave e piano. Hanno chiesto quindici euro di aumento, sugli attuali 4,50 di premio di presenza giornaliera. Assindustria offre un aumento di due euro, per le cave. Distanze per ora abissali.

Al tavolo di fronte a Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl e a diversi lavoratori, c’erano Massimo Bani per Assindustria e due imprenditori.

Bani definisce «pazzesche»le richieste sindacali. Ieri ha inviato una circolare informativa alle aziende associate, un centinaio, fra cave e piano. «E sono fra le più grosse del settore».

Bani spiega il punto di vista del mondo imprenditoriale che si sta scontrando con le richieste dei sindacati: «Noi sin dalla prima riunione abbiamo spiegato la nostra proposta. Siccome l’integrativo vigente è formalmente scaduto il 31 dicembre 2014, ma una clausola lo rende afficace fino a tutto novembre 2015, noi intendevamo sfruttare la clausola per fare le cose con calma. Si poteva siglare un accordo ponte per confermare l’integrativo per tutto il 2015, e rivederci nel 2016 per iniziare le trattative. Ci sarebbe stato il tempo per noi di proporre qualcosa di meglio sul premio di presenza: potremmo prevedere un incremento più decoroso rispetto a 4,50 euro al giorno, che comunque non sono briciole e costano alle aziende»

Secondo Bani nel 2016 l’indennità di presenza potrebbe avere caratteristiche migliorative: «Anziché farla a gettone, (“vieni al lavoro e di premio”) si potrebbe legarla alla produttività e alla redditività delle aziende sul mercato. Verrebbebun premio più sostanzioso e incisivo. Ma... Non lo avessi mai detto. I sindacati sono andati su tutte le furie, assieme alla delegazione di lavoratori. In tutto saranno stati 25-30 al tavolo; e noi solo in tre. Difficile trattare».

Comuque, la proposta degli industriali non è stata accolta dai sindacati che hanon confermato la loro richiesta di un aumento di 15 euro per il premio di presenza giornaliera. «Hanno anche chiesto l’aumento di due euro per il Fondo Marmo, Fomdo che abbiamo solo noi a Massa Carrara in tutta italia. Noi abbiamo provato a dire: allora per chiudere ora l’integrativo (gli effetti partiranno comunque dal gennaio 2016, e scordiamoci che decorrano da adesso), incremento la contribuzione del Fondo marmo; si può portare a più 5 euro al mese a lavoratore: ora sono 5,16 euro e si arriverebbe quindi a 10,16 euro al mese».

Il Fondo (che è un istituto mutualistico paritetico tra organizzazioni sindacali e Associazione Industriali) è importante, spiega Bani: «E’ di carattere sociale e mutualistico, con quei soldi ci abbiamo comprato ambulanze, diamo soldi ai lavoratori che si infortunano (oltre a quelli erogati da Inail), e in caso di infortuni mortali sul lavoro diamo soldi alle famiglie. Vogliamo quindi valorizzarlo».

Ma sul premio di presenza è braccio di ferro: «Noi proponiamo l’incremento di due euro alle cave, mentre per il piano da 3 si andrebbe a 5 euro. L'aumento di due euro, dai sindacati è stato considerato inaccettabile … Ma due euro in più per un’azienda significa un aumento di costi di 580 euro all'anno per ogni dipendente. E se si considera chi ha anche 50 dipendenti, quel presunto “oltraggio” di due euro cosa divena? Facciamo un po’ i conti».

«Hanno ritenuto la nostra offerta un provocazione e confermato la loro richiesta. Così le trattative si sono interrotte, hanno annunciato scioperi e il blocco degli straordinari».

Bani non condivide l’opinione sindacale che, siccome il settore sta andando bene, le richieste di aumenti presentate sono giuste. «Non è vero che il comparto del marmo va poi così bene; vanno bene alcune tipologie di prodotto, e siccome il contratto integrativo è per tutto il territorio, tutte le aziende dovrebbero sobbarcarsi oneri economici che magari solo alcune sono in grado di sopportare. Noi siamo sereni, stiamo lavorando nell'interesse di tutti. I sindacati però fanno richieste pazzesche».(C.Carp.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa