Sicurezza
Aiuto, sono prigioniero: urla da una finestra
MASSA. «Aiutatemi, mi tengono prigioniera. Mi annegano, mi sento male». Urla fortissime, strilli acuti e pianti hanno risuonato in via Pisa domenica sera, poco dopo le 21, tanto da spaventare alcuni...
MASSA. «Aiutatemi, mi tengono prigioniera. Mi annegano, mi sento male». Urla fortissime, strilli acuti e pianti hanno risuonato in via Pisa domenica sera, poco dopo le 21, tanto da spaventare alcuni commercianti della zona e residenti che hanno chiamato soccorso.
Due mezzi dei vigili del fuoco, di cui uno con la gru per il soccorso persona dall’alto, una ambulanza del 118 e una pattuglia della Polizia si sono recate nella piccola strada di Marina di Massa, fin troppo nota per gli episodi di microcriminalità, spaccio, retate in appartamenti, locali bruciati, risse tra le auto del parcheggio della ex parrocchia S. Giuseppe.
L’intervento è durato circa un’ora e si è concluso con un apparente “nulla di fatto”: l’ambulanza è stata rimandata in sede, i vigili del fuoco hanno aspettato che gli agenti di Polizia uscissero dall’appartamento della presunta persona in difficoltà e se ne sono andati. La Polizia ha tranquillizzato le persone presenti in strada, che si erano molto allarmate, sostenendo che fosse “tutto tranquillo”, ma facendo intendere che la cosa non sarebbe finita lì.
C’è spazio insomma per nuove indagini. Intanto i fatti: le urla, secondo alcune testimonianze come di “una persona che veniva torturata”, provenivano da una finestra di una palazzina di via Pisa, in inverno semi deserta, i cui appartamenti vengono per lo più affittati in estate.
Ad indicare alla Polizia la finestra da cui si era affacciata una donna, o presunta tale, sono stati alcuni commercianti che a quell’ora avevano ancora le loro attività aperte al pubblico. In realtà pare che in quella palazzina vivano molti transessuali, la cui vita non ha segreti per i residenti della zona: il giorno dormono fino a tardo pomeriggio, la sera iniziano a “lavorare” appena imbrunisce. Si prostituiscono un po’ per strada un po’ in casa e il via vai di clienti non è indifferente.
Via Pisa si divide, sempre secondo le testimonianze della gente, tra palazzine dei transessuali, lato monti, e quelle delle prostitute lato mare: “sono le uniche che cercano affitti da queste parti in inverno- ci dicono- e le agenzie gli hanno messo in mano le case di tutta la strada”; “non fanno male a nessuno- continuano- forse sono più pericolose le persone che frequentano, il “giro” che hanno”. In estate, poi, alcune sono costrette a lasciare gli appartamenti perché gli affitti lievitano, arrivando anche a 1000 euro al mese per pochi metri quadrati e questi appartamenti si riempiono di turisti, famiglie con bambini e giovani.
Secondo le testimonianze, che la Polizia non ha naturalmente confermato, a chiedere aiuto domenica sera era stato un transessuale, ma dall’appartamento controllato dagli agenti non è uscito nessuno. Potrebbe trattarsi di una storia di droga, di uno scherzo fatto sotto l’effetto di alcol, oppure di altro.
La Polizia non ha raccontato cosa è stato trovato in quell’appartamento e la zona rimane sotto controllo.
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