Il Tirreno

L’applauso al giovane che fermò Mazzi

L’applauso al giovane che fermò Mazzi

Il ragazzo, ferito, si è definito «pirla» per non essere andato a casa. Ma il giudice gli dice bravo

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Alberto Grassi prima di prendere il documento e di andare via dopo aver testimoniato si è preso un applauso da parte dell’aula. Aveva appena raccontato come aveva provato a fermare la furia di Andrea Mazzi: «L’ho sbattuto contro una macchina per respingerlo, mi stava aggredendo perché mi ero messo davanti a lui. Ho preso una coltellata alla mano, non posso dire che sia stato lui a darmela perché c’erano altre persone attorno a me. Perché l’ho fatto? Sono stato un pirla, era meglio se me ne andavo a casa quando ho visto quella rissa». Finita la sua deposizione, però, il presidente del collegio Giovanni Sgambati, lo ha trattenuto e ha sottolineato il valore civico del suo gesto: «Non è stato un pirla, ha fatto il suo dovere e non sempre tutti lo fanno». Ed è qui che è scattato l’applauso. Ma il racconto di Grassi è importante anche per un altro motivo: «Andrea Fruzzetti (ha saputo dopo chi era, ndr) era in terra e c’erano Mazzi e un marocchino che poi ho capito essere Adil Amroui che si accanivano contro di lui. C’era una terza persona ma non riesco a dire cosa stesse facendo». Estremamente onesto il teste, tanto che nonostante sia stato ferito con il coltello non è parte civile perché non ha saputo dire con certezza se lo aveva colpito l’imputato.

Importante anche quanto detto da Francesca Lucchini, residente del centro storico che quella sera ha visto la rissa dalla finestra del salotto: «Erano una sessantina di persone, urlavano. Ho chiamato le forze dell’ordine, poi sono rientrata in casa. Siccome la gazzarra non finiva e si sentivano rumori di vetri rotti (i finestrini delle auto danneggiate) mi sono affacciata di nuovo e ho visto un ragazzo sdraiato in terra. A quel punto ho avvertito il 118». Ma Lucchini spiega chi ha fermato la furia di Mazzi: «Una signora sulla cinquantina che lo prendeva a ombrellate e lo insultava. Il suo intervento ha fatto desistere quel ragazzone con la maglietta a maniche corte nera (la teste ha riconosciuto l’imputato in seguito), che all’improvviso si è messo a correre verso piazza Mercurio». La signora non è mai stata identificata dai carabinieri, anche se non è escluso che possa essere individuata in seguito. Magari dai racconti dei prossimi testimoni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa