Il dolore
«Così si è accanito sul corpo di Andrea»
I testimoni raccontano quello che è successo davanti al circolo Odissea: «Si picchiavano e si inseguivano, tanta paura»
MASSA. «Dopo averlo accoltellato si è accanito contro quel ragazzo che stava agonizzando prendendolo a calci, con una violenza tale da costringermi a voltarmi per non guardare». Questo forse è stato il passaggio più drammatico delle testimonianze della seconda udienza del processo in corte di assise sul duplice delitto di Natale. A puntare il dito contro Andrea Mazzi è stata una ragazza, Francesca Bertelloni, che la sera della vigilia di Natale del 2013, quando Andrea Fruzzetti ed Enrico Baria sono stati finiti a coltellate, era con il suo fidanzato nel circolo Odissea, dove era cominciata la lite tra quelli dei Poggi e il gruppo di Montignoso. Una testimone importante, perché neutra, ovvero senza legami di amicizia o parentela con imputato o vittime. Come neutre sono state quasi tutte le testimonianze rese in aula nella lunga udienza che ha cominciato a delineare quali sono le strategie di accusa (il pm Rossella Soffio) e difesa (gli avvocati Enzo Frediani e Elena Tongiani). C’è stata premeditazione?
La descrizione di quella notte è tremenda per chi deve replicare alle domande. In tanti non rispondono, alcuni non ricordano e altri presentano certificati di malattia per non essere presenti (vedi articolo a fianco). Ma non è facile, i quesiti sono tanti, la necessità di approfondire costringe ad andare nel dettaglio. Il primo è Nicolò Ciregia, amico e collega di Alessandro Fruzzetti, fratello di Andrea, una delle vittime di quella notte. «Siamo andati all’Odissea perché le ragazze che erano con noi avevano voglia di cantare (si faceva il karaoke). Sono uscito dal locale e subito dopo ho visto Alessandro, Andrea (Fruzzetti) e loro cugino (Manuel Raffaelli) venire fuori insieme a un ragazzo marocchino che in seguito ho riconosciuto come Adil Amroui. È lui che si è avventato per primo contro Andrea, poi c’è stato un parapiglia e io mi sono spaventato e sono scappato con la mia fidanzata verso piazza Mercurio». Ciregia vede Alessandro Fruzzetti scappare: «Era inseguito da un ragazzone grande e grosso (che poi ha riconosciuto essere Andrea Mazzi), urlava basta e correva. Per fortuna ci allenavamo insieme e quindi è riuscito a distanziarlo. Io il coltello non l’ho visto, ma quando sono tornato indietro ho visto Enrico Baria in terra esanime, stavano arrivando i soccorsi. Anche Alessandro era ferito a una spalla. Me ne sono andato a casa».
Poi è stata la volta di Alberto Ballardini, più grande degli altri due testi. Era all’Odissea per fare festa prima di Natale: «Sono uscito dal locale, in via Beatrice c’erano una cinquantina di persone che urlavano. Ho visto un ragazzo (Andrea Fruzzetti) in terra, appoggiato a una vetrina. Perdeva sangue, gli ho aperto la camicia e ho visto il taglio che aveva all’addome. Davanti c’era Andrea Mazzi che cercava di raggiungerlo per colpirlo nuovamente con dei calci, altri però lo fermavano, facevano scudo. Era arrabbiato, ma non ho visto cosa avesse in mano. Mi sono tolto la camicia e l’ho data ad altri ragazzi che cercavano di tamponare la ferita. Io quel coltello non l’ho mai visto, credevo avessero usato una bottiglia». (d.d.)
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