Il Tirreno

Abusò di un alunno disabile Ora deve pagare 83.000 euro

di Claudio Figaia
Abusò di un alunno disabile Ora deve pagare 83.000 euro

Carrara, ex assistente tecnico del’istituto nautico Fiorillo condannato dalla Corte dei conti a risarcire la scuola.

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CARRARA. Fu indagato e condannato per abusi sessuali su un ragazzino, suo alunno. Ora deve pagare anche 83.403 euro di risarcimento a favore della scuola in cui lavorava, che – a sua volta – aveva versato quella somma alla famiglia della giovane vittima.

È una sentenza della Corte dei conti a imporre a un ex assistente tecnico dell’istituto per attività marinare Michele Fiorillo di Marina di Carrara (associato all’istituto tecnico Einaudi di Massa) il pagamento degli 83mila euro e a riportare di attualità una vicenda che risale all’anno scolastico 2006-2007. Una vicenda torbida e drammatica che ruota attorno al nautico Fiorillo di Marina di Carrara, dove – appunto – lavorava l’autore della violenza; e dove studiava la sua vittima.

L’uomo, che chiameremo per comodità B.G., dopo alcune segnalazioni e alcune indagini, viene arrestato nell’ottobre 2007 dai carabinieri, e messo ai domiciliari. L’accusa nei suoi confronti è di quelle infamanti: secondo le indagini dirette dalla procura di Massa, l’assistente ha costretto più volte un ragazzino che frequentava il Fiorillo, portatore di handicap, a subire abusi di natura sessuale. A più riprese. Approfittando, anche, della sua disabilità. Già durante i primi interrogatori, l’assistente crolla e ammette tutto. Viene condannato in primo grado dal gup del tribunale di Massa, con rito abbreviato, a tre anni di reclusione. Con le pene accessorie dell’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici e per sempre da ogni incarico nelle scuole di ordine e grado e da qualsiasi servizio in strutture o istituzioni pubbliche o private frequentate da minori. La sentenza è chiarissima e, come si dice, “esemplare”: quell’uomo non deve più lavorare a contatto con ragazzini. In appello, a Genova, la pena viene confermata e nel 2009 la Corte di Cassazione rigetta il ricorso della difesa, per cui la condanna diventa definitiva.

Nel frattempo, la famiglia del ragazzino cita in giudizio, davanti al tribunale di Genova, il ministero dell’Istruzione, per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti in conseguenza degli abusi commesso dall’assistente tecnico. I giudici, richiamandosi al “rapporto di immedesimazione organica fra la pubblica amministrazione e i propri dipendenti”, riconoscono ai genitori dell’alunno il diritto al risarcimento e lo fissa in 83.403 euro. In altre parole, ragiona il tribunale, la scuola è in qualche misura responsabile dei comportamenti delittuosi dei suoi dipendenti: non certo dal punto di vista penale ma da quelli del danno patrimoniale subito da un “fruitore” della scuola, sì. Il risarcimento a favore del ragazzo e dei genitori viene erogato il 10 dicembre 2013, a sei anni dalla denuncia.

Ma la vicenda, almeno dal punto di vista processuale, non è finita. Su segnalazione dell’Uficio scolastico della Toscana, si mette in moto, infatti, la procura della Corte dei conti. Che avvia, nel marzo del 2014, una nuova richiesta contro l’ex assistente tecnico del “Michele Fiorillo”. Secondo il procuratore generale, il pagamento del risarcimento a favore della famiglia del ragazzo rappresenta un danno erariale per l’amministrazione scolastica ed è attribuibile alla “condotta delittuosa” di B.G.

L’uomo, come prevede la procedura, viene chiamato a fare pervenire alla Corte dei conti le sue deduzioni difensive o ad avvalersi della facoltà di essere ascoltato. Ma non lo fa. Così, in questi giorni, arriva la sentenza della magistratura contabile. Il reato commesso dall’ex assistente tecnico – è il senso del dispositivo emesso dal presidente della corte Ignazio Del Castillo e dal relatore Carlo Greco – è di natura dolosa; l’imputato ha anche ammesso il reato che gli veniva contestato, dunque ha agito anche a danno dell’amministrazione scolastica di cui era dipendente. E per questo deve risarcirla del danno erariale che ha provocato “costringendo” il Miur a risarcire la famiglia del ragazzo che aveva subito gli abusi.

 

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