Il Tirreno

Bozi, stop al degrado apre l’area naturalistica

Bozi, stop al degrado apre l’area naturalistica

Otto ettari di verde e laghetti dove si posano aironi e gazzette, 5 km di percorsi spazi per pic-nic nei terreni del gruppo Bigagli-Mannozzi. Ieri l’inaugurazione

2 MINUTI DI LETTURA





SARZANA. Una giornata attesa danni. Per essere precisi dal 2011 come hanno ricordato, nella giornata di inaugurazione celebrata ieri mattina, il sindaco Alessio Cavarra, il presidente del parco Montemarcello Magra Vara Francesco Pisani e l’assessore all’ambiente Massimo Baudone (era già in carica con la precedente amministrazione).

La nuova area naturalistica dei Bozi è diventata realtà e a festeggiarla ieri mattina erano davvero in tanti, non solo le autorità locali e membri della consulta della Crocoata (presieduta da Manuela Cappelli), ma anche tanti curiosi e appassionati di fotografia ambientale. Pochi convenevoli, la benedizione di Gianni Crovara, parroco di San Venanzio e tanti appassionati di trekking o soltanto sarzanesi curiosi si sono incamminati lungo i 5 chilometri in questo piccolo importante gioiello, una zona ambientale di pregio, degradata, ed ora recuperata, e divenuta la più grande oasi umida della Liguria. Che ha avuto una lunga storia prima di diventare quella che è oggi. La proprietà dell’area è degli imprenditori Tito Bigagli e Fausto Mannozzi, che hanno presentato, come già detto, la riqualificazione del sito nel 2011 ed hanno, quindi, atteso qualche anno per vedere un (parziale) avvio della loro idea. Così Fausto Mannozzi: «Questi 5 chilometri di percorso all’interno dell’area di quasi 8 ettari oggi sono una realtà a disposizione di tutti coloro che la vogliono venire a scoprire quello che è stato fatto». La Regione Liguria con 420mila euro (finanziamenti Pos-Fesr) ha permesso questo importante recupero a fini ambientali ed ha sconfitto, come ricordato anche dal sindaco di Sarzana Alessio Cavarra e dal Presidente del Parco Montemarcello Magra e Vara Francesco Pisani «l’ incuria e l’abbandono che regnavano fino a poco tempo fa».

Per visitarla si accede liberamente a piedi e in bici partendo dall’area Gerardo attraverso un percorso guidato da Lipu, Cai e guardie volontarie del Parco Montemarcello Magra Vara. E percorrendola si scopre una parte di territorio prima negato, una zona con angoli di una bellezza antica, selvaggia, piena di nascondigli per il germano reale e il mestolone, la marzaiola, la falaga , gli ardeidi, l’ airone cenerino e garzetta, le tante piante che nascono solo nelle zone umide e diversi punti per sedersi a ammirare tutto quanto, magari facendo anche un breve pic-nic. Manca ancora qualcosa come hanno sottolineato il Presidente del Parco e Giancarlo Mione, presidente della Consulta Pro disabili: l’area deve diventare usufruibile da tutti. E presto, questo l’impegno, la diventerà.

Federico Ricci

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa