Il dolore
Scatta l’allarme sicurezza per l’Hotel Milano
Chiuso da quattro anni, ora oggetto di un’ordinanza dopo controlli dei vigili del fuoco e del Comune che intima ai proprietari interventi urgenti
MASSA. Non soltanto vecchi hotel abbandonati, nostalgici di turisti da anni, ma anche pericolosi, a rischio per l’incolumità dei passanti. Marina di Massa, alla vigilia della stagione estiva, soffre ancora degrado e mancata sicurezza, e il Comune di Massa è costretto all’ennesima ordinanza, che intima ai proprietari degli immobili pericolosi di mettersi in regola e provvedere ai lavori necessari.
È il caso dell’hotel Milano, nella centralissima piazza Betti, chiuso da circa quattro anni, oggi transennato per il pericolo della caduta di cornicioni e di intonaco. A stabilire la pericolosità dell’immobile sono stati i vigili del fuoco, intervenuti qualche giorno fa nella struttura ricettiva, oggi in stato di abbandono, a seguito di una segnalazione pervenuta al comando.
« Il nostro intervento è valso ad eliminare il pericolo immediato- si legge nella nota inviata poi agli uffici comunali- ; l’area è stata transennata per evitare il passaggio dei pedoni». Ma non basta: l’ingegnere del Comune di Massa Fernando Della Pina, a seguito di un sopralluogo, ha ritenuto necessario intimare ai proprietari dell’immobile l’adozione di numerose misure a tutela della pubblica incolumità e di decoro urbano, tra cui la «conduzione di una verifica sulle condizioni di stabilità e sicurezza della facciata dell’edificio, a cura di un tecnico abilitato»; e ancora «garantire con nuove e proprie transenne un passaggio sicuro per il transito dei pedoni; effettuare gli interventi provvisionali ed urgenti finalizzati all’immediato ripristino delle condizioni di sicurezza della facciata dello stabile, con la prescrizione di non alterare l’aspetto esteriore dell’edificio, in considerazione del fatto che quest’ultimo ricade in zona paesaggistica».
Il tempo non è molto per rimettere in sicurezza l’area e l’immobile; l’amarezza invece resterà a lungo, per una struttura che faceva il tutto esaurito negli anni Settanta, quando Marina di Massa era conosciuta per il quadrilatero degli alberghi “in”: Milano, Torino, Italia e Tirreno.
Oggi, di questi, ne vivono soltanto due. L’hotel Milano, prima di chiudere definitivamente, non era gestito dai proprietari dell’immobile, massesi ma trasferiti a Forte dei Marmi; si pensò, ad un cero punto, anche alla possibilità di un cambio di destinazione d’uso, ma la politica, i tempi e la crisi economica lo hanno impedito. Da quattro anni non apre più le sue 30 camera, che riempiva con i gruppi di turisti, soprattutto stranieri.
«Mi ricordo tutto come fosse ora- commenta Giuliano Minuto, veterano della spiaggia marinella-; erano anni spumeggianti, vivaci, ricchi; il rilancio di Marina di Massa fu reso possibile già nel secondo dopoguerra da grandi albergatori, figure importanti come Pietro Del Giudice, che si inventò praticamente i campeggi della Partaccia, o Mimmo Ortori, la signora Toti, nonna del ben più famoso Giovanni presidente di Forza Italia; spostandoci verso Poveromo ricordo Villa Irene, con quell’immenso parco e giardino, i campi da tennis dove si allenava un giovanissimo Federer: oggi si sono portati via tutto da quella splendida villa, l’hanno depredata e fatta morire. Non chiedetemi cosa occorra per rilanciare il turismo della nostra città. A questi punti – commenta Minuto – non saprei cosa rispondere».
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