Il Tirreno

E papà Dino da quel laboratorio non è andato via

Mirco Felici nasce in una famiglia di scultori: lo erano il padre e il nonno, mentre il bisnonno era un cavatore, originario di Ortonovo. Si iscrive alla facoltà di Scienze economiche e bancarie...

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Mirco Felici nasce in una famiglia di scultori: lo erano il padre e il nonno, mentre il bisnonno era un cavatore, originario di Ortonovo.

Si iscrive alla facoltà di Scienze economiche e bancarie dell’Università di Siena. Neolaureato entra a lavorare alla Sogei, la società di information and communication technology del ministero delle Finanze. Alla fine degli anni Novanta, torna a Carrara per affiancare il padre nello storico laboratorio di famiglia. Apre con un socio anche una ditta di commercio di marmo e granito ma – appena saputo della malattia del padre – cede le sue quote. Alla morte di Dino, nel 2002, Mirco subentra al padre in tutto e per tutto. Ma è una scomparsa solo fisica: in quel laboratorio sull’Aurelia c’è molto più di un gran patrimonio di gessi e sculture; c’è l’energia vitale di Dino, che da lì sembra non essere mai andato via.

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