La protesta
3,9 milioni non incassati «Irregolarità nel bilancio»
L’allarme della magistratura contabile per i debiti che palazzo civico non riesce a riscuotere . Il sindaco: problemi superati, Gaia e Carrara stanno pagando
MASSA. «Troppi residui attivi e troppo “vetusti”». La Corte dei Conti bacchetta anche il Comune di Massa scovando nel suo bilancio una presenza ritenuta eccessiva di “residui attivi”, cioè di quelle somme che palazzo civico prevedeva di incassare da imposte, tributi o altro, ma che in realtà non sono mai entrati nelle casse dell’ente. Si tratta di 3.946.09 euro, cifra che, rileva la Corte, si è costituita prima del 2009, e che risulta particolarmente elevata del 28,07% rispetto al totale dei residui riferito agli esercizi degli anni 2012 e precedenti. Inoltre i residui risultano in aumento rispetto all'esercizio 2012, dove erano stati quantificati in 3.444.446. con una incidenza rispetto al totale pari al 28,14 per cento. Il Comune ha cioè sforato la soglia del 18 per cento, cosa che viene considerata - dalla giurisprudenza della Corte dei Conti - “una grave irregolarità” in quanto “solleva forti dubbi sulla veridicità e sull'attendibilità delle partite conservate nella gestione residui e, conseguentemente, del risultato di amministrazione”. Tradotto: c’è il sospetto che quei crediti siano, in realtà, ormai perduti e che questi mancati introiti possano mettere in pericolo il bilancio di Massa. Dice infatti la magistratura contabile: «Pur considerando l'accantonamento nel fondo svalutazione crediti (pari a 278.690 euro), che risulta vincolato nel risultato di amministrazione, la vetustà dei residui attivi e la loro elevata incidenza percentuale comportano un potenziale rischio per la tenuta degli equilibri di bilancio dell'ente negli esercizi successivi». Per questo la sezione regionale di controllo per la toscana ritiene necessaria l'adozione di provvedimenti «idonei a ripristinare una corretta gestione finanziaria».
Per il Comune di Massa, però, non c’è allarme e i rilievi dei controllori dei conti pubblici riguardano problemi già superati. «I vecchi residui – argomenta l’amministrazione guidata da Alessandro Volpi – sebbene elevati, sono certi, veritieri e attendibili e non pregiudicano la tenuta degli equilibri di bilancio degli esercizi futuri». E spiega perchè: a generare quel 28,07% di crediti non incassati sono soprattutto i crediti che il Comune di Massa vanta nei confronti di quello di Carrara (senza i quali la quotascenderebbere al 17,43%) e i crediti vantati verso Gaia S.p.a. Sottraendo anche questi ultimi la vetustà scenderebbe al 4,93 per cento. Non solo: palazzo civico controbatte che nel 2014 Gaia ha cominciato a effettuare pagamenti sulle partite precedenti il 2009 e che sono state operate alcune compensazioni con partite dovute alla società Gaia. Operazioni che hanno determinato un introito 808.812,94 euro. Nel bilancio di previsione dell'esercizio 2014 è stato inoltre inserito uno stanziamento del fondo svalutazione crediti per 1.011.000 euro. Il fondo svalutazione crediti alla fine del 2014 ammonta pertanto a 1.289.690 euro.
La Corte dei Conti ha preso atto della “difesa” del Comune di Massa, ma ribadisce che la situazione «richiede comunque un attento monitoraggio della situazione debitoria e l'adozione di ulteriori misure volte a depurare il bilancio dell'ente di poste attive vetuste o di difficile realizzazione».
Sereno il commento del sindaco Volpi: «Sono rilievi tutto sommato marginali se raffrontati a quelli che la magistratura contabile muove ad altri Comuni. E comunque i crediti verso il Comune di Carrara, che riguardano un vecchissimo contenzioso sulla depurazione delle acque, sono stati definiti in un accordo stragiudiziale. Mentre Gaia, per gli investimenti sostenuti dal Comune per fognature e condotte, ha cominciato a pagare».
Claudio Figaia
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