Gioco
Un polo sartoriale di alta qualità e quindici nuovi posti di lavoro
La Sarzana srl ex Clad, nata da una costola della D’Avenza, si trasferisce in via Dorsale a Massa vicino al cinema multisala. Duemila metri quadrati per abiti di altissimo livello dal taglio allo stiro
CARRARA. Finalmente: dopo anni che se ne parla la Sarzana srl – più nota come ex Clad, la coop-sartoria nata da una costola della D’Avenza – si trasferisce. Dai locali di via Acquale dietro l’Aci, si insedierà in via Dorsale, accanto al cinema multisala. Non sarà solo un cambio di sede: si parla della creazione di un vero e proprio polo sartoriale di alta qualità e di una quindicina di nuovi posti di lavoro.
Continuano, insomma, le grandi manovre nel mini comparto apuano della sartoria che, dopo anni di letargo, pare essersi risvegliato all’improvviso: almeno da quando a fine 2013 l’industriale umbro Brunello Cucinelli ha acquisito un ramo d’azienda della D’Avenza.
Il progetto. La Sarzana si insedierà nella palazzina a mattoncini che sorge – lato Carrefour – accanto all’entrata del multiplex. Il progetto ha incassato il parere favorevole del Consorzio Zona industriale apuana, che ora non dovrà far altro che inviarlo al Suap (sportello unico attività produttive) del Comune di Massa. Il Consorzio ha dato il benestare ai lavori (e quindi all’investimento la cui cifra non è nota) che farà Ges.co – la società proprietaria del complesso immobiliare occupato solo in parte dalle sale-cinema – per adattare la palazzina alle esigenze della ex Clad; terminata la ristrutturazione, Ges.co – che fa capo a Filiberto Scarpellini, imprenditore pisano, classe 1915, 100 anni, pioniere delle multisale tra Pisa e Livorno – la affitterà alla sartoria.
Nuove assunzioni. Due piani e duemila metri quadrati di spazio: mille metri quadrati dedicati alla messa a punto di modelli di abiti di altissima gamma e cinquecento metri quadri di laboratorio, dal taglio allo stiro.
Sarà una bella sede, nella quale lavoreranno trenta addetti qualificati (una trentina sono i dipendenti della Sarzana srl), con un incremento, a regime, di quindici-venti posti di lavoro: questi i dati comunicati al Consorzio Zia.
«Il progetto è molto buono per almeno tre ragioni – valuta Cesare Ugolotti, presidente del Consorzio Zia – C’è un’impresa che fa un investimento; finalmente si riqualifica quella zona; si insedia un’attività imprenditoriale che tende all’eccellenza nella progettazione e nella produzione».
Si parla di confezioni di altissimo livello.
Il retroscena. Nata per iniziativa di decine di lavoratori della D’Avenza all’indomani del fallimento, nel ’94, della storica azienda, la Sarzana prima si chiamava Aurelia Fashion e prima ancora Clad.
Passando attraverso cambi non indolori di pelle, crisi e riprese, è arrivata fino ad oggi; sette/otto anni fa è stata acquisita dal Gruppo Larusmiani, brand del lusso di abbigliamento e sartoria più antico di Via Montenapoleone.
Nessuno lo dice, ma la ex Clad oggi lavora quasi in esclusiva per il marchio D’Avenza, marchio che Cucinelli ha lasciato in mano alla famiglia pratese Cecchi, mentre si è preso, stabilizzandole, le maestranze della fabbrica avenzina, circa un’ottantina di addetti. Le produzioni che escono sul mercato con il marchio D’Avenza qualcuno dovrà pur farle: le fa la ex Clad. Il legame tra la D’Avenza e la sua costola potrebbe diventare più stretto. C’è chi dice che dietro il cambio di sede non ci sia solo un progetto di espansione del Gruppo Larusmiani, che per la sartoria apuana inglobata non ha mai per altro mostrato grande interesse: sono anni che le sarte della Sarzana denunciano che i locali di via Acquale sono inadeguati a quella attività d’impresa. Che all’improvviso Larusmiani abbia trovato un nuovo mercato perché ha intercettato il partner giusto?
In vista del trasferimento in via Dorsale si vocifera anche della costituzione di una nuova società e dell’arrivo di nuovi soci. La cosa più naturale sarebbe l’entrata dei Cecchi nella ex Clad (o come si chiamerà). I pratesi potrebbero non essere, però, i soli nuovi partner.
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