Il Tirreno

Legge regionale sulle cave di difficile applicazione

di Cinzia Chiappini
Legge regionale sulle cave di difficile applicazione

Incongruenze rilevate dalla commissione marmo. Il dirigente Tonelli: troppi problemi, o fanno modifiche al testo o chiederemo una circolare esplicativa

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CARRARA. La legge regionale sulle Attività estrattive, così come è stata approvata, non è applicabile. Lo sostiene la commissione Marmo del Comune, impegnata nell'esame del testo. E intanto il dirigente Marco Tonelli è pronto a chiedere modifiche o una circolare esplicativa.

Contraddizioni, incongruenze e passaggi di difficile applicazione: che la legge regionale sulle attività estrattive approvata a marzo dall'assise toscana presentasse luci e ombre lo si era capito fin da subito. Quello che emerge però in questi giorni, dalle sedute della commissione Marmo del Comune di Carrara, che la sta esaminando, è che così com'è scritta la norma, risulterebbe addirittura di difficile applicazione. Lo dicono praticamente all'unisono i consiglieri di maggioranza e le opposizioni, confortati dal parere del dirigente del settore Marmo Marco Tonelli.

Le incongruenze riguardano una serie di definizioni e diciture, potenzialmente in grado di inficiare uno dei punti cardine della norma, ovvero il superamento dei Beni Estimati. E’ stato osservato che molti problemi scaturiscono dal fatto che la legge ha un respiro regionale, inteso come territorio, ed è dunque stata messa a punto per rispondere non solo alle esigenze delle cave di marmo del comprensorio apuo versiliese, ma anche a quelle che si trovano nelle altre zone della Toscana e perfino per quelle delle attività minerarie propriamente dette: difficile dunque, sarebbe poter conciliare esigenze e problematiche tanto diverse.

Ci sono poi questioni tecniche, legate ai passaggi su “autorizzazioni” e “concessioni”: in alcune parti del testo queste due definizioni risultano intercambiabili pur essendo nella pratica due cose molto diverse.

E poi c'è il nodo della spartizione dei controlli a carico degli enti: a chi spetta la verifica di assoggettabilità e a chi la valutazione di impatto ambientale (Via)? Anche su questo fronte la norma, è stato detto in commissione, appare contraddittoria perchè prima stabilisce che sotto i 60 mila metri cubi di materiale estratto la “Via” spetta al Comune, salvo poi sancire, qualche comma dopo, che la valutazione spetta sempre alla Regione.

«Stiamo scoprendo giorno dopo giorno problematiche grandi e piccole» ha osservato il dirigente del Settore Marmo Tonelli, spiegando che il Comune ha avviato un confronto con gli uffici regionali per chiarire i passaggi più controversi, che confondono invece di chiarire cosa va fatto.

«O si apportano delle modifiche al testo oppure chiederemo una circolare esplicativa» ha dichiarato Tonelli, consegnando ai consiglieri della Commissione Marmo le richieste che l'amministrazione carrarese aveva presentato alla Regione durante la stesura della legge e che, in qualche caso, riguardavano proprio i passaggi controversi, che erano emersi dalla lettura del testo definitivo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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