Il Tirreno

La protesta delle segherie: i clienti qui non ci arrivano

di Alessandra Vivoli

Il grido d’allarme da via Argine Destro chiusa per i lavori di messa in sicurezza dopo l’alluvione: l’accesso dal mare e via Cairoli non sono neppure segnalati

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Una strada interrotta, via Argine Destro, dopo il crollo di quel pezzo di muro che il 5 novembre scorso ha mandato sott’acqua mezza Marina. I lunghi lavori per la messa in sicurezza (attraverso il sistema della palancolature) e il sequestro disposto dalla Procura, che sulla vicenda sta portando a compimento un’indagine.

Una strada temporanea, che passa attaraverso villa Ceci, e che consente l’accesso soprattutto ai camion per le operaizoni di carico e scarico nelle aziende del marmo che insistono proprio nella strada rimasta chiusa (per quel che riguarda l’accesso abituale da via Pucciarelli) dal novembre scorso.

Nel mezzo la protesta di alcuni degli imprenditori delle diciassette segherie della zona che, a causa di tutti questi disagi nella viabilità, vivono quotidianamente le difficoltà che i clienti trovano nell’accedere alle loro aziende. Perché la strada alternativa, quella che passa dal mare e immette in via Argine Destro da via Cairoli, non è neppure indicata.

Il problema è stato già sollevato nei mesi scorsi ma proprio qualche giorno fa gli imprenditori delle segherie sono tornati all’attacco. O meglio si sono riuniti per fare il punto di una situazione che, ad oggi, provoca molto scontento.

E hanno deciso quindi di chiedere nuovamente all’amministrazione di provvedere a mettere almeno alcuni segnali, come minimo l’indicazione della strada che adesso si presenta, davvero difficile da raggiungere per chi viene da fuori e non conosce affatto la zona.

Insomma una situazione, quella che scoraggia i clienti a recarsi nelle aziende di via Argine Destro, che va a sommarsi con le tante criticità ancora da risolvere a seguito dell’alluvione che, proprio qui sotto il muro sbriciolato a causa della pressione del fiume, ha colpito davvero duro.

E per quel che riguarda i tempi, e in particolare la riapertura dell’accesso principale alle aziende, da via Pucciarelli, mancano ancora certezze. O meglio, la Provincia il lavoro di palancolatura del muro crollato in un tratto, lo avrebbe ultimato. Ma resa da fare il collaudo e soprattutto prima di consentire di nuovo il passaggio alle auto e ai camion deve esserci il nulla osta della Procura che ha messo l’area sotto sequestro (consentendo il lavoro relativo alla messa in sicurezza) per poter eseguire gli accertamenti richiesti da parte dei super periti che stanno ultimando la relazione proprio sul crollo.

Insomma in una situazione oggettivamente la segnaletica stradale sembrerebbe il problema minore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa