Finanza
Camera di commercio: unione con Pisa e Lucca
Accorpamenti in vista, Massa Carrara “subalterna” i lucchesi temono che la leadership vada ai pisani
MASSA CARRARA. Grandi manovre sulle Camere di Commercio che, come per decreto del governo Renzi, verranno accorpate. Già, ma come? Una prima ipotesi sul terreno prevedeva l’unione delle Cciaa di Lucca e Massa Carrara. Ora, si profila una soluzione diversa : l’accorppemanto Pisa, Lucca, Massa. Un riassetto che non piace per nulla ai lucchesi. L’ipotesi di una nuova Camera che vada da Volterra alla Lunigiana, infatti, sta trovando un fuoco di sbarramento da parte dei principali componenti della giunta camerale lucchese. Non è piaciuto, soprattutto, il fatto che Pisa sia entrata dopo che l’ipotesi di fusione tra Lucca e Massa sembrava decollare. Sicuramente ha giocato la decisione di Livorno del febbraio scorso di unirsi con Grosseto, facendo tramontare quindi l’idea di una Pisorno delle Camere di commercio.
Un primo faccia a faccia è previsto il 15 a Viareggio, quando all’incontro già fissato tra lucchesi e massesi dovrebbe partecipare anche la delegazione pisana. Sia per posizione geografica che per i numeri a disposizione delle tre Camere, la soluzione Pisa-Lucca-Massa è quella più percorribile. Come numero di aziende iscritte, Pisa e Lucca sono praticamente alla pari (qualcosa in più per Lucca), nettamente dietro Massa Carrara. È evidente, dunque, che una fusione a due tra Lucca e Massa darebbe alla prima una posizione dominante (con possibilità di mantenere anche la sede istituzionale); discorso diverso se nell’accordo entra Pisa.
E proprio su questo aspetto si è alzato il fuoco di sbarramento delle associazioni lucchesi, tra tutte Confcommercio e Confartigianato. Pisa fa paura per la sua posizione forte in fatto di infrastrutture (leggi aeroporto), per le università e per l’aspetto turistico sicuramente in concorrenza con Lucca. Aspetti che i lucchesi vendono visti come un serio pericolo di supremazia pisana. A Pisa, per ora l’unica ad uscire allo scoperto è la Confesercenti. Spiega il direttore Marco Sbrana: «Il riassetto delle Camere di Commercio non deve essere una prova di forza o una conquista di potere, ma un passaggio per rendere più efficiente l’ente. La logica avrebbe fatto propendere per una fusione con Livorno. Ma si è scelta un’altra strada. E a questo punto l’unione con Lucca e Massa ci sembra un passaggio obbligato e naturale». Una partita in cui Massa fa da spettatrice: comunque vada sarà accorpata a una “Camera” più forte e di peso.
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