La manifestazione
Recintò la cava sotto sequestro, assolto
Il consigliere del Pd Lucio Boggi era finito a processo per una controversia con la società Ferrari Srl
FIVIZZANO. Era accusato di non aver rispettato un provvedimento del giudice, entrando in un’area sotto sequestro.
E lo avrebbe fatto nel ruolo di amministratore e titolare della Aleph escavazioni.
Con questo capo di imputazione Lucio Boggi, carrarese, consigliere comunale del Pd, era finito a processo, di fronte al giudice Cristina Ponzanelli.
Doveva rispondere di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice (articolo 388 comma2 del Codice Penale). Lucio Boggi, assistito dal legale Luca Lattanzi, è stato assolto perchè il fatto non sussiste.
La vicenda in cui si inserisce la vicenda è alquanto complesso: tutto comincia con una controversia tra la società Ferrari srl e la comunione Beni Sociali di Vinca per la gestione di una cava, a Vinca, appunto, nel comune di Fivizzano.
A chiudere la diatriba ci pensa il tribunale: sequestra la cava (impedendo qualsiasicessione della concessione). ma neconsente la coltivazione alla Ferrari Srl. Nonostantequesta decisione, la Aleph di Boggi – questa la ricostruzione dell’accusa – avrebbe ottenuto un contratto dalla comunione Beni sociali e, forte di quell’atto, avrebbe recintato la cava e messo paletti.
Non soltanto, avrebbe anche rivendicato la proprietà dei blocchi apponendo il proprio nome sull’escavato.
La Ferrari, difesa dallo studio Martini diMassa, denuncia e si arriva a processo.
La Ferrari srl si era inoltre costituita parte civile, chiedendo anche 600mila euro i danni. Ieri in tribunale la discussione del processo che ha visto il pubblico ministero presentare la richiesta di tre mesi di reclusione a carico del consigliere del Pd Lucio Boggi.
Dopo la camera di consiglio il giudice lo ha assolto, “perchè il fatto non sussiste”.
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