Il Tirreno

studenti del fermi a san carlo

In gita scovano la discarica e scrivono al sindaco Volpi

di Chiara Sillicani

MASSA. Stavolta a dare una bella lezione “ai grandi” sono loro, gli alunni della 1A del liceo scientifico sportivo “Fermi”. E noi, i grandi, ci sentiamo presi in fallo, beccati in flagrante. Ci...

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MASSA. Stavolta a dare una bella lezione “ai grandi” sono loro, gli alunni della 1A del liceo scientifico sportivo “Fermi”. E noi, i grandi, ci sentiamo presi in fallo, beccati in flagrante. Ci insegnano, quei ragazzini di 14 anni, che l’ambiente è una risorsa da coltivare e rispettare, che la città in cui vivi devi amarla. In ogni suo angolo, in ogni suo scorcio. E lo fanno con una lettera, firmata dalla preside Sandra Pecchia e indirizzata al sindaco Volpi: chiedono, con tanto di foto allegate - perché quando si tratta di tecnologia non hanno nulla da imparare - che sia rimossa una «discarica a cielo aperto vicino allo stabilimento di imbottigliamento, nel cuore di San Carlo, con tanto di bombole arrugginite, bottiglie, ferri. Certo - aggiungono - non una bella carta di identità».

Studiano orienteering i ragazzi della 1A, imparano a muoversi in luoghi sconosciuti, ad usare il gps, a sfruttare punti riferimento che ad occhi inesperti fuggono. Le lezioni in aula non bastano, l’apprendimento sul campo è la prova del nove, così se ne vanno a San Carlo. Accompagnati da Marisa Belatti, la professoressa di scienze, partono dalla scuola e, contando solo sulle loro gambe, raggiungono il paese, lungo i sentieri. Con loro ci sono anche gli esperti di protezione civile. Rimangono a bocca aperta quando si affacciano alla terrazza panoramica e scoprono quanto è bella questa terra, poi fanno due passi e... si ritrovano tra i rifiuti. Un’offesa alla bellezza che immortalano con parecchi scatti.

«Mi hanno chiesto - la professoressa Belatti è orgogliosa del senso civico dei suoi alunni - di fare qualcosa, di contribuire perché i rifiuti venissero rimossi e insieme, con la condivisione della dirigente, abbiamo scritto al sindaco Volpi. Abbiamo colto l’occasione per una lezione di educazione ambientale. La scuola è soprattutto questo: non formule e radici quadrate - esemplifica - ma sensibilizzazione. San Carlo ha una risorsa preziosa, la sua acqua, è un pezzo della nostra città, rappresenta il territorio. Se nel cortile del nostro istituto ci fosse una discarica, che immagine di sè darebbe la scuola?».

L’imput viene dai ragazzi, si mettono al computer e scrivono a Volpi: «Ci siamo chiesti di chi fosse la responsabilità di tanto degrado ed incuria...Quali sono le responsabilità e quali i responsabili? Le chiediamo dunque di intervenire per porre rimedio, richiamando i responsabili e, se lo riterrà, infliggendo loro le dovute sanzioni. Fiduciosi in un suo intervento - concludono i ragazzi - auspichiamo per il futuro una maggiore coscienza civica degli addetti ai lavori, con la consapevolezza che il territorio è un bene da proteggere... convinti che rappresenti una risorsa per tutta la popolazione». Adesso tocca a lui, al professor Volpi, rispondere ai giovani e sensibili concittadini.

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