Il Tirreno

Filattiera punta sulla qualità dell’edificato

Filattiera punta sulla qualità dell’edificato

Meno cemento nel nuovo regolamento urbanistico, più attenzione al dissesto idrogeologico

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FILATTIERA. Essere più attenti alle esigenze del territorio significa anche costituire strumenti che possano portare ad un monitoraggio ed ad una tutela della stesso. Filattiera, attraverso l’approvazione del nuovo regolamento urbanistico, si pone in prima fila nella battaglia contro il consumo del suolo e del dissesto idrogeologico. Per realizzare questo piano sono stati necessari studi sui battenti, ovvero sui livelli massimi di piena che si potrebbero rintracciare sul comprensorio in caso di esondazione, prendendo in considerazioni quelle con cadenza duecentennale. Con la collaborazione dell’Università di Pisa il municipio ha potuto tracciare una mappatura completa dei confini comunali ed individuare quelle aree che essendo all’interno dell’area di esondabilità non avevano più i requisiti per essere considerate edificabili, come allo stesso modo avviene per i terreni siti nella fascia di rispetto tra due aree di competenza. Questi volumi non sono cancellati, ma vengono congelati. Saranno successivamente redistribuiti attraverso un successivo atto di regolamentazione. Le case che saranno di nuova edificazione dovranno rispettare parametri di decoro architettonico, chiamiamolo così, in modo da perseguire quella continuità della tradizione edilizia filattierese. «Filattiera ha una grande tradizione di case indipendenti – spiega il vicesindaco Giovanni Longinotti - se prima si utilizzava come unità di misura i volumi adesso si utilizzerà la superficie lorda. Con l’adozione di una metratura cubica standard, ottenuta dalla stima media delle abitazioni di Filattiera, si contrasta la cementificazione e il consumo del suolo. Si mantiene lo status architettonico tradizionale incentivando sia chi vuole restaurare le case nei nostri borghi storici che chi ha voglia di edificare ex novo. Grande attenzione a chi reastaura o costruisce utilizzando il sasso ed il legno, a chi utilizza i principi della bioedilizia».

Sono state inoltre eliminate, in questa ottica di preservazione anche ambientale, le abilitazioni all’edificazione in quelle aree cosiddette turistiche. Queste ultime in precedenza erano destinate alla costruzione di residence o comunque stabili di natura ricettiva che, se realizzati, avrebbero aumentato di molto la percentuale cementizia del comune. Questa variante semplificata nasce dal basso e dalle plurime assemblee pubbliche svolte in passato. «Un piano che nasce dalle considerazioni tratte da tre diverse assemblee pubbliche che si sono svolte in diverse zone del comune per facilitare il confronto con i cittadini. In tutti c’è sempre stato un dialogo positivo e da cui sono scaturite proposte, richieste anche esulanti il tema. Proseguiremo in questi incontri».

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