Il dolore
Cane morì di tumore dopo essere scappato Padrone a processo
L’animale era fuggito per la paura dei botti di fine anno Il proprietario: l’ho sempre amato come fosse un figlio
MASSA. Un cane di razza. O meglio una bella cagnolina di razza che per vicissitudini familiari dei proprietari, un lutto e una grave malattia, si ritrova senza casa, o meglio non è ammessa nell’appartamento in cui si sono trasferiti i padroni. Per la precisione il figlio della donna che venne ricoverata in ospedale per mesi a causa di gravi problemi di salute e nipote del nonno che aveva sempre accudito la cagnolina ma che nel frattempo era deceduto.
L’animale è finito nel terreno di un amico del giovane proprietario e nel dicembre del 2010 a seguito dei botti di Capodanno era scappato. Viene poi ritrovato in canile a Viareggio e da qui trasferito dopo una visita veterinaria voluta proprio dal giovane padrone in quello di Massa . L’animale si smarrisce di nuovo e muore a seguito di una forma di tumore. Il giovane proprietario si ritrova a processo per omessa custodia e malgoverno dell’animale (articolo 672 del codice penale).
In aula, davanti al giudice Cirstina Ponzanelli, la testimonianza drammatica del giovane che ha ricordato il tempo passato con la sua cagnolina.
«Avevo con lei un rapporto quasi morboso - ha raccontato in tribunale - la adoravo. I problemi sono cominciati quando mio nonno, che stava con lei tutto il giorno, è morto e mia madre si è ammalata. Il cane ha cominciato ad essere stressato e a questo si è aggiunto che abbiamo dovuto trasferirci dal paese dove vivevamo prima al centro città. Il proprietario della casa non voleva gli animali».
E così è cominciata una lunga trafila per alloggiare il cane prima nella csa poi nel terreno di un amico. «Io andavo a trovarla tutti i giorni, ma poco prima di fine anno, nel 2010, spaventata dai botti di fine anno, è scappata. Mi hanno chiamato dopo quasi due mesi dicendomi che era in un canile a Vaireggio».
A quel punto il ragazzo si precipita a prendere la sua cagnolina, la porta nel canile di massa, a Montepepe. «Prima l’ho fatta visitare, a parte una dermatite non le avevano trovato nulla». Ricominciano le visite quotidiane: «Andavo lì, anche con la mia fidanzata di allora e stavamo con lei, la facevamo camminare».
Fino all’epilogo, l’animale scappa di nuovo. E poi muore.
La vicenda finisce con un processo a carico del giovane proprietario che in tribunale si è commosso ricordando la cagnolina.
Il processo è stato aggiornata al prossimo mese per la discussione e la sentenza.
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