Il Tirreno

«Basta container, vigileremo sui lavori»

«Basta container, vigileremo sui lavori»

E’ nato un comitato dei genitori di alunni delle primarie di Aulla: «Stanchi di un triennio di promesse non mantenute»

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AULLA. Da circa due mesi si è costituito un comitato di genitori degli alunni delle scuole primarie di Aulla, che si è prefissato il compito di vigilare sui lavori per la costruzione dei nuovi edifici scolastici e di rendere conto pubblicamente e in “tempo reale” di quanto accade.

Lavori che, come noto, sono ripresi da nemmeno un mese nel cantiere ubicato fra il Villaggio Sonia e località Groppino, dopo che vari intoppi erano emersi scavando nel terreno. Lavori che hanno sullo sfondo i tristi container in cui sono costretti i bambini delle elementari dall'inizio dell'anno scolastico 2012/2013 e i ragazzi delle medie dal gennaio 2012, dopo che la spaventosa alluvione del 25 ottobre 2011 invase, con il suo mostro di acqua e fango, gli edifici scolastici alla confluenza fra il fiume Magra e il torrente Aulella.

A formare il comitato sono 14 genitori: Mauro Marcelli, Gabriele Borghini, Ieva Bianca, Corinne Albano, Sabrina Di Francesco, Anna Tavolaccini, Silvia Amorfini, Maria Victoria Damiani, Debora Donnini, Ettore Ignorati, Fabrizio Tieri, Milena Malatesta, Simona Fagnini e Ilaria Chiodetti.

«Stanchi di un triennio abbondante di dichiarazioni, di rassicurazioni e di promesse non mantenute, dopo l'ultimo incontro tenutosi presso la sala consiliare del municipio aullese con rappresentanti della Regione Toscana e del Comune di Aulla, abbiamo deciso – scrivono i 14 genitori – di creare un organismo che potremmo definire di stimolo e di informazione. Ritenevamo, infatti, e tuttora riteniamo che sia necessario un dialogo critico, cioè costruttivo, con gli enti locali, perchè desideriamo che i nostri figli possano godere di un diritto, il diritto all'istruzione, in un ambiente scolastico che non sia costituito da container». Come si vede, e non poteva essere altrimenti, non manca un riferimento ai container, la cui provvisorietà è messa a dura prova dal trascorrere del tempo. «Come purtroppo è accaduto e accade con frequenza, ciò che sarebbe dovuto essere provvisorio e temporaneo – proseguono i genitori – è diventato quasi permanente e definitivo, tanto è vero che ormai siamo giunti al maggio 2015 senza poter ancor vedere nuovi edifici e vedendo, invece, gli studenti della scuola primaria e della secondaria di primo grado ancora nei container».

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