Italia
Una mini tassa per aiutare Marina a rimettersi in piedi
La proposta del sindaco Zubbani: un centestimo di aumento sull’accise dei carburanti per l’alluvione
CARRARA. «Se Marina si è rialzata il merito è della tenacia, del sudore e della fatica dei suoi cittadini e dei suoi commercianti. Ma per ripartire ci vogliono le risorse: 43 milioni di euro, questa la stima dei danni che hanno subito privati e imprese. Per questo propongo l’accise di un centesimo sul carburante: so che si tratta di una tassa, ma di un balzello minimo che consentirebbe a governo e regione di dare un aiuto concreto a tutti i comuni della Toscana alluvionati».
Comincia col riconoscere la forza dei suoi concittadini il sindaco di Carrara Angelo Zubbani. E poi si spinge oltre con una proposta che sia in grado di dare proprio alla gente di cui apprezza il coraggio e la tenacia, le risorse necessarie per poter andare avanti. Per poter rialzare davvero la testa dopo l’onda di fango e acqua che sei mesi fa ha devastato case e negozi. Portandosi via macchine, mobili, spesso pezzi interi di abitazioni: ma non la voglia di resistere. Proprio nel cuore della zona rossa.
I soldi ai privati? Li ho chiesti alla Regione e al governo, siamo ancora in attesa. Zubbani tira le somme. E i conti, al momento, non tornano. «Io l’impegno l’ho preso e ho mandato una richiesta in duplice copia, al consiglio regionale che, nel frattempo si è sciolto visto che siamo alla vigilia delle elezioni - spiega il sindaco - Le nostre richieste sono ancora lì e riguardano proprio quel milione e trecento mila euro che, avanzato dalle somme urgenze, abbiamo chiesto per prima cosa di poter coprire anche le domande di risarcimento di chi supera i 36mila euro di Isee, di rispalmarlo su chi aveva i requisiti giusti e di destinarlo alle imprese, a tutti quei privati che hanno subito danni».
«Sono ancora di questo avviso - conferma - ma bisognerà attendere il mese di giugno, e il nuovo consiglio regionale, per capire se la nostra richiesta verrà esaudita. Noi ci siamo mossi per tempo».
Siamo nella fase 2: la stima dei risarcimenti è di 43 milioni di euro. Il sindaco tira le somme, a sei mesi dall’evento alluvionale del 5 novembre scorso.
«Siamo nella fase due - comincia col dire - Nella fase uno sono stati stanziati i 22 milioni per i soccorsi e le somme urgenze. Adesso siamo in attesa di rispondere ai privati da cui sono arrivate 900 domande di risarcimento per una stima di 13 milioni di euro. Dalle imprese le domande sono state 670, per una stima di 20 milioni di euro». Al momento questi soldi, e Zubbani lo dice con chiarezza, non ci sono. E il timore è che ci sia una coperta troppo corta con cui devono fare i conti anche gli altri comuni alluvionati della Toscana. Da qui la proposta, avanzata nuovamente dal sindaco, di chiedere l’aumento minimo («anche di un centesimo» dice) sull’accise dei carburanti.
«So che è impopolare ora parlare di nuove tasse - mette in evidenza il sindaco - Ma un piccolo balzello potrebbe consentire di avere a disposizione nuove risorse da destinare a chi ne ha bisogno per ripartire».
Insomma dall’amministrazione nessuna porta chiusa alle esigenze esternate dagli operatori e i residenti della zona rossa, proprio sulle pagine del nostro giornale e in una lettera aperta indirizzata sia al sindaco che al sindaco che al presidente della Regione».
«L’impegno è quello che ho esternato a suo tempo. E così resta, su questo non ci sono dubbi», conferma Angelo Zubbani. Ma i tempi, con il rinnovo del consiglio regionale nel mezzo, sono destinati ad allungarsi.
Le criticità risolte e quelle ancora aperte. Una messa in sicurezza articolata, delle competenze ben precise e una serie di lavori in corso.
Il Comune si occupa del tratto cittadino del Carrione. I lavori in alveo e sull’argine sono della Provincia, alcuni in collaborazione con la Regione.
L’elenco delle emergenze risolte arriva proprio da Palazzo rosso. Completato il risanamento dell’argine sopra l’asilo di Avenza, quell’avvallamento che nei mesi scorsi aveva fatto scattare l’emergenza e issare il cordone bianco e rosso che rendeva off-limits un tratto di argine. È stata ultimata anche la palancolatura sul muro crollato: manca solo il collaudo.
I lavori strutturali dentro l’alveo sono finiti. Resta da ultimare l’asportazione di materiale e detriti a monte dell’Aurelia.
E rimane ancora da fare anche il lavoro di palancolatura fra il ponte delle ferrovie e quello di via Giovan Pietro, nel condominio l’Argine.
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