Il Tirreno

Recintò la cava sotto sequestro, assolto il consigliere Pd Lucio Boggi

Lucio Boggi
◗
Lucio Boggi

Per il giudice il fatto non sussiste, la vicenda si inserisce nella controversia per la gestione di una cava a Vinca

1 MINUTI DI LETTURA





Era accusato di non aver rispettato un provvedimento del giudice, entrando in un’area sotto sequestro.
E lo avrebbe fatto nel ruolo di amministratore e titolare della Aleph escavazioni.
Con questo capo di imputazione Lucio Boggi, consigliere comunale del Pd, era finito a  processo, di fronte al giudice Cristina Ponzanelli. Doveva  rispondere di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice (articolo 388 comma2 del Codice Penale). Boggi, assistito dal legale Luca Lattanzi, è stato assolto perchè il fatto non sussiste.

La vicenda in cui si inserisce la vicenda è alquanto complesso: tutto comincia con una controversia tra la società Ferrari srl e la comunione Beni Sociali di Vinca per la gestione di una cava, a Vinca, appunto, nel comune di Fivizzano.
A chiudere la diatriba ci pensa il tribunale: sequestra la cava (impedendo qualsiasicessione della concessione). ma neconsente la coltivazione alla Ferrari Srl. Nonostantequesta decisione, la Aleph di Boggi – questala ricostruzione dell’accusa – avrebbe ottenuto un contratto dalla comunione Beni sociali e, forte di quell’atto, avrebbe recintato la cava e messo paletti.
Non soltanto, avrebbe anche rivendicato la proprietà dei blocchi apponendo il proprio nome sull’escavato.
La Ferrari, difesa dallo studio Martini diMassa, denuncia e si arriva a processo.

 La Ferrari srl si era costituita parte civile, chiedendo anche 600mila euro i danni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa