Il Tirreno

Minacce e botte alla sorella, il fratello a processo

Un'aula di tribunale
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Un'aula di tribunale

Un inferno familiare fatto di violenze: l'uomo di 58 anni ha picchiato la donna anche su un autobus

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CARRARA. Un inferno familiare, che ha un epilogo in tribunale dove un fratello di 58 anni è stato rinviato a giudizio dal gup Ermanno Di Mattia (il processo si aprirà il prossimo 7 luglio) per violenza, lesioni e minacce nei confronti della sorella .
Un’odissea familiare cominciata due anni fa. Secondo l’accusa l’uomo rinviato a processo maltrattava la sorella, che dopo la morte del padre viveva insieme a lui nella casa di famiglia, quasi ogni giorno. Si lamentava per tutto, anche per la qualità del cibo e delle pietanze che lei metteva in tavola.
«Poco di buono, razzista», questi gli epiteti che le riservava. Le lanciava contro i coltelli, la picchiava fino a mandarla in ospedale. L’ha minacciata di morte, urlandole contro che avrebbe dato fuoco alla casa se lei non gli avesse consegnato 60.000 euro.
Una serie di violenze che la sorella avrebbe subito anche davanti alla gente, in un affollato autobus che la donna aveva preso per recarsi a Carrara. Il fratello le si era infilato dietro e aveva cominciato a minacciarla e strattonarla anche sul mezzo pubblico. L’uomo era stato sottoposto all’allontanamento delle casa familiare a seguito degli episodi di violenza sempre più frequenti
La donna (assistita dal legale Giovanni Altadonna) lo aveva quindi denunciato e il giudice Ermanno Di Mattia lo ha rinviato a giudizio.
Quella che è stata ripercorsa in sede di udienza preliminare è una vicenda fatta di tensione continua, di rapporti resi ancora più complessi da questioni economiche divenute più pressanti alla morte dell’anziano genitore.
La donna, che ha denunciato il fratello e che ora dovrà affrontare nel processo che si aprirà davanti al giudice Giovanni Sgambati, era finita perfino al Pronto soccorso, con un trauma al volto, dopo che il fratello l’aveva colpita con un violento schiaffo. Un episodio che era nato davanti alla televisione, in quella che doveva essere una serata in famiglia: il fratello ad un certo momento però l’aveva presa per i capelli, strattonata e poi colpita al volto. Fino a farla sanguinare.

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