La manifestazione
C’è malessere nel Pd: provinciale contro Firenze
Il segretario Leri sulle candidature: «Scelta basata su logica muscolare Disconosciuti anche i richiami di Matteo Renzi sulla lealtà politica»
MASSA CARRARA. Il “golpe” della segreteria regionale del Pd che ha riformato le candidature decise dalla segreteria provinciale dei dem (per far posto alla civatiana Milene Mucci è stata esclusa la carrarina Silvia Dell’Amico) continua a far discutere.
E il caso è stato proprio discusso dalla segreteria provinciale che in una nota « intende esprimere con chiarezza la propria posizione in merito alle decisioni assunte dalla Segreteria Regionale relativamente alle liste per le elezioni regionali».
«La direzione - scrive il segretario Cesare Leri - intende ribadire la propria contrarietà ad un metodo di scelta basata su una logica muscolare e arbitraria lontana da una concezione della politica che si fonda sul rispetto delle scelte dei territori, come uno dei criteri cardine su cui si fonda la costruzione del Partito Democratico. Nella direzione regionale si è assistito ad una logica costruita nell' imporre scelte che non erano in linea con il deliberato della Direzione Provinciale di Massa-Carrara, con il 75% dei voti, peraltro tra i pochi in Toscana pienamente rispondente al regolamento approvato dalla Direzione Regionale stessa. In questo senso intendiamo richiamare al metodo richiesto dal nostro Segretario Nazionale Matteo Renzi il quale spesso richiama il partito alla lealtà politica anche su atti che non vedono la condivisione di tutti, cosi dovrebbe essere ad ogni livelli del partito. Risulta evidente che tale scelta si fonda non sul rispetto di criteri o di sensibilità politiche presenti nel partito ma sulla necessità di perpetrare il proprio disegno ossia sovvertire attraverso meccanismi non appropriati per un partito democratico l'esito del recente congresso, invertendo maggioranze e consensi conquistati liberamente sul campo nello svolgimento di assisi democratiche.
Ciò si evince anche da dichiarazioni pubbliche di alcuni sparuti esponenti locali, ormai vecchi arnesi della politica, che sono da 20 anni artefici delle difficoltà del territorio, i quali senza mezzi termini dichiarano in nome di non si sa quale rinnovamento di voler cacciare gruppi dirigenti attraverso sponde esterne al territorio. Se questo è il nuovo che avanza è arrivato il momento di preoccuparsi.
In tal senso il Partito Democratico di Massa-Carrara, riconfermando solidarietà e vicinanza ai candidati esclusi in virtù di non appartenere ad una corrente, continuerà a schiena dritta la propria opera misurandoci legittimamente al prossimo congresso nel rispetto dei nostri iscritti ed simpatizzanti».
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