Attenzione
«Avete subito un furto? Io vi visito gratuitamente»
Lo specialista Dazzini nelle ultime settimane si è trovato davanti a decine di casi «Tutti credono che le istituzioni non vogliano arrestare chi ruba nelle case»
MASSA. Medico psichiatra e psicoterapeuta. Ernesto Dazzini in queste ultime settimane ha visitato una ventina di pazienti che si sono rivolti a lui perché hanno subito un furto nel loro appartamento e da allora non riescono più a stare da soli e a dormire sonni tranquilli. «Un fenomeno di queste dimensioni non lo immaginavo neppure io - spiega lo specialista - e così ho deciso di fare qualcosa dopo aver visitato una persona anziana che ha subito un furto nella propria abitazione. A Massa, ormai, è cosa di tutti i giorni. Ansia, tristezza, paura, senso di profanazione ma soprattutto sconforto, perché credeva fermamente che nessuno avrebbe fatto niente. Tutti dovremmo cominciare a fare qualcosa. Io, nel mio piccolo, ho deciso che visiterò gratuitamente tutte le persone che, avendo subito questo tipo di furti, avessero bisogno di assistenza psicologica. Tante piccole cose diventeranno, forse, un segnale forte, anche per le istituzioni deputate a proteggerci».
Ma in quanti si sono rivolti al suo ambulatorio perché avevano subito un furto?
«Saranno una ventina e ognuno ha reagito in maniera differente e quindi ha bisogno di una terapia appropriata. In alcuni casi, i più gravi, ho dovuto prescrivere dei farmaci, altrimenti stiamo cercando di elaborare il fatto per superarlo».
Una vera violenza, quindi.
«Certo. Nelle nostre case noi crediamo di essere al sicuro, se questa certezza viene meno ecco che subiamo un trauma. Basta pensare alle nostre cose che mani sconosciute hanno toccato quando noi non eravamo presenti, oppure al furto di oggetti che avevano un forte valore simbolico e affettivo, per stare male. Pensi a chi si vede portare via un ricordo dei genitori che non ci sono più».
Cosa spinge una persona ad andare dallo psicologo, non è più semplice installare un allarme a porte e finestre?
«Ci sono persone a cui non basta un allarme. Ci sono persone che hanno paura perché degli estranei sono entrati dove loro si sentivano protette, invincibili. Hanno violato quello che ritenevano invulnerabile. E quando ti senti violato non c’è allarme che possa aiutarti a uscire da questo stato di frustrazione».
E cosa le dicono quelli che vengono derubati?
«La cosa che più mi sconvolge di questi pazienti è che tutti sono convinti che le istituzioni sappiano nomi e cognomi di chi va a rubare nelle case, ma che non c’è la volontà di prenderli. Si sentono abbandonati dalle forze dell’ordine. Da qui la paura a stare soli, la fobia a uscire di casa. Non è semplice affrontare queste problematiche senza l’aiuto di uno specialista e anche con questo aiuto ci vuole tempo per elaborare».
Ed è per questo che ha detto anche attraverso i social network che le sedute da lei saranno gratuite?
«Anche per questo. Credo che in generale ci sia una passività di fondo che ci spinge ad accettare tutto quello che accade senza reagire. La mia è una piccola iniziativa per superare questo stato di cose. La politica dei piccoli passi, il mio è un piccolo passo che ha un solo obiettivo: vedere altri che fanno piccoli passi. Insieme si può trovare la soluzione o quantomeno combattere il problema. Sono convinto che diminuirebbero anche i furti».
Sono più anziani o giovani che si rivolgono a lei dopo aver trovato la casa svaligiata?
«Anziani, ma i giovani non sono pochi».
Danilo D’Anna
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
